CAFFE’ ESPRESSO

11 dicembre 2025 - Una Fed divisa taglia i tassi.

Una Fed divisa ha tagliato i tassi di interesse ieri, ma ha segnalato che i costi di finanziamento difficilmente scenderanno ancora nel breve termine, in attesa di maggiore chiarezza su un mercato del lavoro indebolito, un’inflazione che “resta leggermente elevata” e un’economia vista in accelerazione il prossimo anno. Le nuove proiezioni dei policymaker indicano una stima mediana di un solo taglio di 25 punti base nel 2026, in linea con quanto già espresso al Fomc di settembre e in contrasto con le aspettative di mercato, che puntano ancora a due riduzioni. Il ventaglio di previsioni tra i banchieri è molto ampio, a testimonianza delle profonde divergenze - il voto di ieri ha registrato tre dissensi - in seno al board su come orientare la politica monetaria di qui in avanti. In conferenza stampa Powell ha offerto una prospettiva positiva sul percorso del Pil e sulla capacità della banca centrale di riportare i prezzi a convergere sul target. Il banchiere ha aggiunto che è improbabile che la prossima mossa  sarà un rialzo dei tassi, parole dovish alle orecchie degli investitori. Le stime aggiornate – penalizzate da dati incompleti dopo sei settimane di shutdown governativo – indicano che l’inflazione dovrebbe rallentare intorno al 2,4% entro fine 2026, mentre la crescita economica accelerare al 2,3% e il tasso di disoccupazione restare moderato al 4,4%.      L'istituto ha annunciato inoltre che a partire da domani inizierà ad acquistare titoli di Stato a breve termine per aiutare a gestire i livelli di liquidità, scelta che allevierà le tensioni del mercato monetario statunitense.

Prosegue la tensione sul secondario euro, sempre sull'onda lunga dei recenti dati macro forti e delle ultime dichiarazioni da parte di esponenti Bce che ipotizzano per il futuro un ritocco dei tassi al rialzo anziché al ribasso. Lagarde ha detto ieri che l'economia della zona euro si sta dimostrando resiliente alle tensioni commerciali e sta crescendo in prossimità del suo potenziale, il che potrebbe spingere la Bce a rivedere al rialzo le proprie proiezioni sul Pil al consiglio in calendario la prossima settimana.

Guardando alle aspettative di mercato sui tassi delle banche centrali del G10, a parte la Fed solo Bank of England e Norges Bank sono attese tagliare il prossimo anno. Molti grandi istituti centrali - tra cui la Bce - si trovano in una posizione insolita, avendo appena condotto, in assenza di recessione, il ciclo di allentamento più rapido da decenni. Situazioni simili in passato hanno portato ad una forte riaccelerazione dell’attività economica aprendo la strada ad un ritorno ai rialzi più repentino del previsto.

La Banca del Giappone procederà ad un aumento del tasso di interesse di 25 punti base allo 0,75% nella riunione della prossima settimana e aumenterà il costo del denaro ad almeno l'1% entro la fine di settembre del prossimo anno.

Etichette: Aritmatica, Caffé Espresso |

I commenti sono chiusi.