Come esito della riunione di politica monetaria Bce gli investitori scontano un nuovo rialzo dei tassi da 75 punti base per il costo del denaro nella zona euro con il PT al 2%, livello massimo dal primo trimestre 2009. Il mercato guarda però soprattutto a indicazioni sulle mosse dell'anno prossimo, sulle eventuali modifiche alle regole sulle Tltro e all'incombente dibattito sul quantitative tightening, di cui Christine Lagarde ha confermato l'avvio. Per evitare le turbolenze finanziarie (come quelle evidenziate nel Regno Unito a causa della rottura tra governo e BoE) il programma di QT (riduzione degli asset nel bilancio della BCE) sarà probabilmente rinviato al 2023. Di ieri il monito del Fmi alle banche centrali, affinché continuino ad alzare i tassi fino al livello neutrale.
I dati dell’indagine di agosto degli esperti della BCE hanno mostrato che l’inflazione percepita dai consumatori negli ultimi 12 mesi è salita all’8% mentre le aspettative di inflazione sono rimaste invariate al 5% (per i prossimi 12 mesi) e al 3% (per i prossimi 3 anni)”, si legge nel report diffuso ieri sera.
Oltre Atlantico, domina l'agenda macro la lettura preliminare sulla crescita economica, che nel terzo trimestre dovrebbe attestarsi a 2,4% dopo la contrazione di 0,6% del periodo aprile-giugno. In arrivo anche la statistica settimanale sulle richieste di sussidi di disoccupazione, viste in aumento a 220.000 rispetto a 214.000 della settimana prima. Dopo la recente serie di dati Usa che hanno lasciato intravedere un rallentamento dell'economia, quelli di oggi assumono particolare importanza in vista del consiglio di Federal Reserve che si chiude il 2 novembre.
Dollaro indebolito dalla prospettiva di strette monetarie meno aggressive da parte di Federal Reserve.