CAFFE’ ESPRESSO

31 maggio 2022 - Inflazione e fiducia consumatori forniranno il tono ai mercati.

Il vertice straordinario dei 27 riunito dal giorno prima a Bruxelles ha trovato stanotte l’intesa notturna sull’embargo totale al petrolio russo via mare. I paesi senza porti e sbocchi marittimi, hanno ottenuto un’esenzione e potranno continuare ad importare attraverso la condotta terrestre. In più, nel testo c’è l’impegno a introdurre "misure di emergenza" in caso di interruzione della fornitura di energia da parte di Mosca. Di fatto, l’Ungheria, la Repubblica Ceca e la Slovacchia hanno ottenuto per iscritto che in caso di misure ritorsive del Cremlino saranno aiutate dagli altri Paesi membri.

Il petrolio torna sui livelli di inizio marzo. WTI (CL) a 118 dollari il barile, +3%. Brent a 123 dollari.

 

Meglio del previsto gli indici di fiducia PMI cinesi anche se restano sotto i 50 punti, spartiacque tra crescita e contrazione. I future delle borse dell’Europa sono in lieve calo. Oggi riapre Wall Street, i future sono in lieve rialzo.

Il dato record sull’inflazione in Germania si fa sentire anche sul  Treasury Note a dieci anni, il rendimento sale a 2,83%, dieci punti base in più rispetto al giorno prima. Alle 11 CPI della zona euro. Il consensus si aspetta un’inflazione del 7,8%, dal +7,5% di aprile, ma dopo il sorprendente dato tedesco, aumenta la possibilità che il dato sia più vicino a 8% o oltre.

La banca centrale statunitense deve continuare ad aumentare i tassi di interesse a grandi passi fino a quando l'inflazione non inizierà a scendere, ha dichiarato lunedì il governatore della Federal Reserve Christopher Waller. All'inizio del mese la Fed ha annunciato il più grande aumento del tasso di interesse di riferimento dal 2000, dopo un aumento più contenuto a marzo, con l'obiettivo di contenere l'inflazione più alta degli ultimi 40 anni. Waller ha dichiarato di essere favorevole ad altri aumenti di mezzo punto dei tassi "per diverse riunioni".

 

Nel pomeriggio, dagli Stati Uniti, l'indice sulla fiducia dei consumatori a maggio, ipotizzato in deciso calo a quota 103,9 dal 107,3 precedente, mentre si fa largo tra gli operatori l'idea che il peggioramento della congiuntura possa costringere la Fed ad un atteggiamento meno aggressivo.

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