Si moltiplicano i segnali di rallentamento della crescita. In particolare è la Cina che frena. Per capire in anticipo l’evoluzione a 3-6 mesi si analizzano gli indici di fiducia che non sono altro che questionari inviati a panel diversi di soggetti economici. Gli indici che mostrano maggiore affidabilità sono quelli PMI il cui panel è composto da direttori acquisti. Per gli Usa un indice molto seguito è l’Ism (aziende manifatturiere e dei servizi).
Si confrontano poi tali indici prospettici con i dati puntuali congiunturali che però hanno il difetto di essere “vecchi” cioè riferiti al mese o a due mesi precedenti.
Oggi non mancheranno i dati importanti dall’agenda macro. Oltre alle letture finali dei PMI di Germania e Francia, e a quelle di altre economie del blocco, verrà diffusa anche la statistica dell'intera zona euro che, in base al consensus, dovrebbe confermare il 55,3 fotografato dalla stima 'flash', in calo rispetto al 56,5 del mese precedente. Un'ora dopo sarà la volta dell''economic sentiment' di aprile: anche in questo caso le attese - a 108,0 - proiettano un ulteriore, seppur contenuto, deterioramento rispetto al mese precedente.
Appuntamento nel pomeriggio con la lettura del Pmi USA manifatturiero Ism. Dal meeting della Fed - che inizierà domani e si concluderà mercoledì sera - il mercato si aspetta un rialzo dei tassi da 50 punti base con crescenti scommesse sul costo del denaro a 3%-3,25% entro fine anno.
Diffusi nel fine settimana e relativi ad aprile, i dati cinesi sull'attività manifatturiera hanno mostrato una contrazione a un ritmo più sostenuto: gli indici sono abbondantemente sotto 50 spartiacque tra contrazione ed espansione. Si tratta del secondo mese consecutivo di contrazione e della lettura più debole dal febbraio 2020.
In aprile la manifattura nipponica è cresciuta a un ritmo più lento rispetto al mese precedente a causa dei problemi alle forniture e dei lockdown in Cina.
In marzo le vendite al dettaglio tedesche hanno registrato una flessione di 0,1% su mese a fronte di attese per +0,3%. Il calo è stato del 2,7% su anno.
Tutti segnali inequivocabili di un rallentamento in corso.