I mercati finanziari sono condizionati dai negoziati russo – ucraini: il fattore geopolitico resta rilevante ma oggi si aggiungono altri elementi più prettamente economici: la preoccupazione per il rallentamento cinese, la decisione Usa di valutare il rilascio di 180 milioni di barili di greggio delle riserve strategiche per frenare l'aumento dei prezzi e i dati sull’inflazione in alcuni Paesi europei (domani dato eurozona) ed Usa.
L'attività nella manifattura e nel settore servizi a marzo in Cina si è contratta simultaneamente per la prima volta dal 2020. I dati Pmi mostrano l'indice per la manifattura al 49,5 - contro attese pari a 49,9 - dal 50,2 di febbraio, e quello relativo ai servizi al 48,4 dal 51,6. Lo spartiacque tra crescita e contrazione è 50.
Negli ultimi giorni brusco aumento dei rendimenti nella zona euro sui timori di inflazione. Il tasso del Bund a due anni ha toccato il livello più alto dal 2014 dopo la stima preliminare dei prezzi al consumo tedeschi. Conseguenza di ciò un rafforzamento dell’euro.
Istat diffonde stamani i numeri sul tasso di disoccupazione a febbraio e soprattutto sull'inflazione di marzo, che dovrebbe registrare un'ulteriore fiammata, al 6,4% tendenziale per l'indice Nic e al 7,2% per l'Ipca, da +5,7% e +6,2% rispettivamente del mese scorso. Anche la Francia diffonde i dati sull'inflazione, vista in aumento al 4,8% armonizzato su anno, in attesa domani del dato a livello di zona euro dopo la fiammata registrata in Germania e Spagna, dove secondo i numeri rilasciati ieri i prezzi al consumo sono saliti al 7,6% e al 9,8%, in entrambi i casi ben al di sopra del consensus.
Riflettori sugli interventi del capo economista e del vicepresidente Bce, mentre la nuova fiammata dell'inflazione alimenta le aspettative di rialzi dei tassi nella zona euro in tempi più stretti del previsto. La presidente Christine Lagarde ieri ha insistito sul fatto che i prezzi di energetici e prodotti alimentari si stabilizzeranno. Alcuni membri del consiglio Bce hanno prospettato la possibilità di rialzi in settembre e dicembre, mentre altri ribadiscono che Francoforte adotterà qualsiasi azione necessaria per adempiere al mandato sulla stabilità dei prezzi. Continua a mancare una comunicazione univoca e coerente – a volte anche contradditoria - sulle attese di politica monetaria Bce.
Più coerente certamente la banca centrale giapponese che continua ad acquistare quantità illimitate di governativi a 10 anni per il quarto giorno consecutivo, in linea con le attese, nell'ambito degli sforzi per difendere la curva dei rendimenti dall'ondata globale di tassi di interesse più alti.
Tra i numeri in arrivo nel pomeriggio da oltreoceano, occhi sulle nuove richieste settimanali di disoccupazione, dopo che ieri i dati Adp hanno fotografato la solida crescita dei payroll nel settore privato a marzo. Riflettori anche sull'indice dei prezzi per la spesa per consumi personali (Core Pce), attentamente monitorato dalla Fed per valutare le pressioni inflazionistiche, con attese per un rialzo a febbraio al 5,5% su anno dal precedente 5,2%. Ieri intanto i dati hanno confermato una robusta accelerazione nel quarto trimestre per il Pil Usa, cresciuto nell'intero 2021 del 5,7%, il livello più alto dal 1984.