CAFFE’ ESPRESSO

7 maggio 2021 - Brevetti, G7, payrolls, Moody's ... giornata densa di appuntamenti.

La proposta americana di rimuovere le protezioni dei brevetti di vaccini anti-covid fra i temi al centro del summit informale dei leader europei di Porto che inizia oggi per terminare domani.

Il Giappone estenderà fino alla fine di maggio lo stato di emergenza a Tokyo e in altre tre aree nel tentativo di frenare i contagi pochi mesi prima dell'inizio delle Olimpiadi nella capitale nipponica.

Dopo dati incoraggianti sui sussidi di disoccupazione ieri, gli occhi sono puntati oggi sui numeri cruciali degli occupati non agricoli, che potrebbero dare ulteriori indicazioni sulla forza della ripresa statunitense, inducendo la Fed - che finora continua nelle sue dichiarazioni a mantenere un orientamento ultra-accomodante promettendo tassi "lower-for-longer" - a cominciare a ragionare di tapering. Per il presidente della Fed di Cleveland, un mercato del lavoro forte non prelude necessariamente a un rialzo dell'inflazione. Intanto la banca centrale, nel suo ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria, avverte di un azionario "in ebollizione", sulle attese di un forte rimbalzo post-pandemico, e della necessità di monitorare con attenzione le condizioni finanziarie affinché il sistema resti resiliente.

 

Attenzione, in tarda mattinata, ad un nuovo intervento di Christine Lagarde, dopo le recenti rassicurazioni super-accomodanti del capo economista Bce Philip Lane.

Ieri, in un board molto atteso, Bank of England ha lasciato la sua stance ultra-accomodante invariata, apportando solo piccoli aggiustamenti al ritmo di acquisti di asset senza segnalare una "normalizzazione" della propria politica a breve. Un ulteriore tapering è probabile nel meeting di agosto, secondo gli analisti.

 

La produzione industriale tedesca ha registrato a marzo un progresso congiunturale pari al 2,5% contro attese di un rimbalzo del 2,3% e dopo il calo dell'1,6% di febbraio.

 

Il mercato guarda con serenità all'appuntamento con il giudizio di Moody's sul rating sovrano italiano, attualmente a 'Baa3' con outlook stabile, con alcuni operatori che non si stupirebbero di un miglioramento dell'outlook. In un report di fine febbraio, l'agenzia di rating aveva salutato favorevolmente la formazione del governo Draghi, affermando che con l'ex presidente Bce esistevano più possibilità che i fondi Ue fossero usati in modo efficace. Successivamente la stessa Moody's ha detto di aspettarsi che, complici le nuove misure di stimolo economico e fiscale previste dal Recovery plan, l'Italia chiuderà il bilancio 2021 con un disavanzo superiore al 12% del Pil e con un debito al 160%.

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