Nel mese di marzo l'attività manifatturiera della zona euro è cresciuta al ritmo più robusto in quasi 24 anni. L'indice manifatturiero Pmi finale è balzato a 62,5 punti da 57,9 di febbraio, oltre le stime.
Gli stop alle filiere e i nuovi lockdown imposti nella regione potrebbero frenare presto la crescita. Mentre l'Europa è interessata da una terza ondata di casi di coronavirus, i governi hanno imposto nuovamente severe restrizioni alla popolazione, con conseguenze per il settore dominante, quello dei servizi, e lasciando il solo manifatturiero a guidare la ripresa economica. Il settore manifatturiero della zona euro sta registrando un boom sebbene sia concentrato in Germania, dove si è assistito a un'espansione record particolarmente solida nello scorso mese con le fabbriche che beneficiano di un aumento della domanda interna e una rinnovata crescita dell'export. Le ottime prospettive disegnate dal Pmi non portano ad un rialzo dei tassi come presumibile; anzi si assiste ad un calo di circa 3 centesimi su tutti i principali tassi di riferimento a medio lungo termine. Positivo che anche il Bond Usa se ne stia buono ed anzi rientri leggermente nonostante il varo del mega pacchetto Biden. Il decennale Nei primi tre mesi, il decennale ha perso poco più del 5%, il peggior trimestre dal 2004. Per l’indice Bloomberg Barclays che ha come riferimento il complesso dei bond governativi degli Stati Uniti, il -4,2% del primo trimestre 2021 è il risultato più negativo da quarant’anni.