CAFFE’ ESPRESSO

3 dicembre 2020 - Tassi in rialzo e dollaro sempre più debole ...

Siamo a metà settimana e il bilancio rispetto a fine scorsa settimana vede un significativo rialzo dei rendimenti a lungo termine: il Bond 10 da 0,84% sale a 0,93%, il Bund 10 da-0,59% a -0,52% e il Btp da 0,60% a 0,67%. Poco mossi i tassi Irs (10 anni -0,23% da -0,25%). Più stabile la parte a breve dei governativi. La giornata di oggi vede il rendimento Btp in lieve flessione che cerca di invertire la tendenza dopo il sell-off di ieri, in un mercato volatile che guarda più al prossimo sostegno Bce che alle notizie positive su vaccini e pacchetto di stimolo Usa. Il differenziale di rendimento tra Italia e Germania sul tratto decennale stringe è abbastanza stabile appena sotto 120.  Il movimento di ieri, che ha visto un rialzo dei tassi sia in Europa che in Usa, si deve in particolare, all'ottimismo ingenerato dai rinnovati sforzi politici per giungere ad un accordo bipartisan su ulteriori misure di stimolo per l'economia statunitense, così come auspicato ieri anche dai vertici della Fed. Si discute di un provvedimento da 900 mld di dollari. La pioggia di vendite non sarebbe quindi da addurre ad un cambiamento da parte degli investitori della percezione di una Bce particolarmente benevola e pronta ad agire al prossimo board del 10 dicembre, nonostante le dichiarazioni di un membro Bce secondo cui Francoforte potrebbe non fare ciò che i mercati si aspettano. Stando a diverse stime di mercato, l'envelope del Pepp potrebbe essere incrementata di 600 mld di euro con un'estensione delle operazioni che arriverebbe a meta' 2022, nell'intento di rassicurare gli investitori su un sostegno monetario che rimarrà massiccio anche quando l'emergenza Covid sarà ormai meno pressante. Stessa sorte per le operazioni TLTRO, di cui si prevede un nuovo round, il IV, a tassi più' attraenti fino almeno al primo trimestre 2022.

Secondo la Bbc, dopo mesi di colloqui un accordo tra Ue e Londra sul post-Brexit potrebbe essere raggiunto entro qualche giorno, probabilmente già domani. I negoziati proseguono, mentre Bruxelles non sembra comunque intenzionata ad un compromesso al ribasso nonostante il tempo sia agli sgoccioli, con la scadenza a fine mese. Intanto la Gran Bretagna, ieri, è diventata il primo paese al mondo a dare il via libera al vaccino di Pfizer.

Nel meeting della prossima settimana la Bce potrebbe valutare altri strumenti oltre a Pepp e Tltro, ha detto ieri il capo economista Philip Lane, mentre questo pomeriggio è atteso un intervento del presidente del Consiglio di vigilanza, Andrea Enria.

Sul fronte Fed, il presidente Jerome Powell segnala che la crisi non è finita e dice che ulteriori misure di stimolo fiscale potrebbero aiutare a superare l'inverno, mentre la politica torna a parlare di un nuovo pacchetto di aiuti da circa 900 miliardi di dollari.

Occhi sui Pmi servizi di Italia e Spagna a novembre, con gli indici visti in calo per l'impatto della seconda ondata dell'epidemia, e sulle letture finali di Germania, Francia ed Eurozona, tutte sotto la soglia di 50 che separa crescita e contrazione nelle letture preliminari. Dall'area euro in arrivo anche il dato sulle vendite al dettaglio di ottobre, con attese per un miglioramento rispetto al -2% congiunturale e al +2,2% tendenziale registrati a settembre.

Per valutare lo stato dell'economia americana, attentamente monitorate nel primo pomeriggio le nuove richieste settimanali di sussidi, attese in lieve calo a 775.000, dopo i dati Adp che ieri hanno mostrato un incremento inferiore alle attese degli occupati del settore privato a novembre.

La crescita del settore servizi in Cina ha accelerato in novembre al ritmo massimo da oltre 10 anni, sostenuta dalla ripresa dei consumi dopo la crisi coronavirus.

In un contesto che resta di propensione al rischio tra le speranze legate ai vaccini e alla possibilità di un nuovo pacchetto di sostegno all'economia Usa, il dollaro è ai minimi da due anni e mezzo contro un basket delle principali valute. Salgono dunque le valute tradizionalmente considerate più risky con il dollaro australiano e quello neozelandese ai massimi da due anni sul biglietto verde. L'euro si mantiene saldo sopra la quota psicologica a 1,2 dlr segnata ieri, al massimo da aprile 2018.

Salgono sullo stesso ottimismo i rendimenti Usa sulla parte lunga della curva, mentre il differenziale tra i tassi a 2 e a 10 anni è ai massimi da febbraio 2018. Il tasso benchmark a 10 anni si porta a 0,94%, lo spread 2-10 anni a 79,60 pb.

DATI MACROECONOMICI

ZONA EURO

PMI servizi

Vendite al dettaglio ottobre

USA

Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali

PMI servizi Markit finale novembre

PMI non manifatturiero ISM novembre

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