di Maximilian Cellino
Un’increspatura. Così viene chiamato in gergo tecnico dagli operatori il movimento segnato dall’Euribor 3 mesi
questa mattina. Il tasso interbancario, al quale sono fra l’altro legati anche gli interessi da pagare sui mutui a tasso
variabile, è passato da 0,739% a 0,75%. Un movimento quasi impercettibile, se non fosse che si tratta del primo
rialzo dopo 36 sedute consecutive di discesa.
A cavallo dell’anno solare
Non è detto però che si sia di fronte a un’imminente inversione di tendenza dopo un anno quasi ininterrotto di
ribassi. Anche perché il movimento è da addebitarsi a un fattore esclusivamente tecnico: da oggi gli operatori dei
mercati monetari lavorano con valuta 1 ottobre e questo significa che la scadenza 3 mesi supera l’anno solare e va
direttamente al 2010. “Le banche che prestano il denaro interbancario – spiega Stefano Pignatelli di Aritma I.F. -
sono disponibili ad accettare una remunerazione inferiore se il prestito rientra entro fine anno a causa di
semplificazioni contabili. Quando però la scadenza Euribor supera il 31 dicembre diventa meno appetibile per i datori
di fondi, che quindi richiedono un adeguamento di remunerazione in linea con le scadenze successive”. La riprova
dell’effetto tecnico è che l’Euribor a 1 mese, che sarà interessato dal fenomeno a fine novembre, è rimasto ancorato
allo 0,438 per cento. Del resto, l’effetto “scavalcamento dell’anno solare” si ripropone puntuale ogni 12 mesi, a volte
con ampiezza ben diversa. Basta pensare al 2007 quando, in piena crisi di liquidità, a fine novembre l’Euribor a 1
mese passò dal 4,17% al 4,81% in una sola seduta. “Oggi – aggiunge però Pignatelli – la situazione è ben diversa
perché il valore dell’Euribor è al di sotto del tasso Bce: per questo motivo gli effetti saranno lievi e ai sottoscrittori di
mutui ancorati all'Euribor 1 mese sarà quindi con tutta probabilità evitata la brutta sorpresa di due anni fa”.
Attesa per i risultati dell’asta Bce
Detto questo, anche le attese del mercato non sono certo per una risalita rapida dei tassi interbancari. Al momento i
valori che implicitamente si desumono dai contratti “future” indicano per fine anno un Euribor 3 mesi sui livelli attuali
(0,72%) e un graduale recupero nel 2010: 0,92% a marzo e 1,23% a giugno. Una situazione che soltanto l’attesa
asta di rifinanziamento a lungo termine e importo illimitato che la Bce ha lanciato oggi (i cui risultati saranno resi noti
domani mattina) potrebbe mutare. In effetti era stata proprio la maxioperazione dello scorso giugno (la prima della
storia a 12 mesi) a provocare l’ulteriore calo dei tassi interbancari verso i nuovi minimi storici. Stavolta però l’impatto
potrebbe essere diverso, anche perché gli esperti prevedono una partecipazione più limitata da parte delle banche:
135 miliardi di euro (secondo un sondaggio Bloomberg fra gli economisti) rispetto alla cifra record di 442 miliardi di
euro richiesta 3 mesi fa. “In ogni caso – sostiene Pignatelli – si tratta di una nuova inondazione di liquidità che
manterrà i tassi Eonia compressi verso il basso probabilmente ancora per molto tempo e potrebbe favorire nuove
limature per gli Euribor”.