CAFFE’ ESPRESSO

7 maggio 2020 - In attesa del Recovery fund, in attesa delle regole Mes e intanto l'economia affonda ...

Attesa stamani per l'audizione del vicepresidente della Bce Luis De Guindos al Parlamento europeo e poi, nel pomeriggio, per la partecipazione della numero uno Christine Lagarde a un webinar, dopo la sentenza tedesca che rischia di minare le fondamenta stesse dell'Ue. Ieri il membro della Bce Francois Villeroy de Galhau ha detto che Francoforte intende onorare pienamente il suo mandato come interpretato dalla Corte di Giustizia Ue. Secondo alcune fonti, la Bundesbank dovrà sostenere la battaglia legale della Bce. La Commissione ha sottolineato l'indipendenza dell'Eurotower e ha voluto ribadire la supremazia del diritto comunitario.

Continua la pressione sui periferici europei: il rendimento Btp 10 è salito da 1,75% di inizio settimana a 1,85% di oggi con lo spread che si allarga a 241 bps da 233. Il rialzo dei rendimenti riguarda, e non è un buon segno, anche la parte a breve. Pesa l’attesa per il giudizio, venerdì, di Moodys. La minaccia di un deterioramento del Btp è seria e va tenuta in conto ma va anche messa in relazione all'appetito per le obbligazioni a rendimenti positivi in questo mondo a rendimenti sotto zero. Le grandi aziende ed i paesi con merito creditizio accettabile non hanno avuto alcun problema in queste settimane a finanziarsi. La stessa Italia, da inizio anno, in un periodo difficilissimo, è già arrivata, nei primi quattro mesi, a ben oltre il 30% del suo fabbisogno in termini di nuove emissioni. Rendimento Bund e tassi Irs in calo di un paio di centesimi. Sui mercati tuttavia si conferma l’insensibilità ai dati macro: l’aggiornamento dell’outlook da parte della Commissione europea e decisamente pesante ma previsto dai mercati. La Commissione europea ha avvertito che in assenza di una risposta concertata a livello comunitario la crisi economica provocata dalla pandemia influenzale potrebbe lasciare serissimi strascichi, tra cui «distorsioni gravi» del mercato unico così come «radicate divergenze economiche, finanziarie e sociali tra i Paesi della zona euro». Bruxelles prevede una caduta dell'economia Ue del 7,7% nel 2020 e un rimbalzo del 6,3% nel 2021. L’Italia dovrebbe subire un calo del 9,5% nel 2020, seguito da un rimbalzo del 6,5% l’anno prossimo. La ripresa italiana è migliore della media ma inferiore a quella attesa in Grecia (7,9%), in Francia (7,4%), e in Spagna (7%). In Germania l’economia dovrebbe calare del 6,5% per poi rimbalzare del 5,9%. In Italia il disavanzo, sempre secondo Bruxelles, salirà all’11,1% del Pil quest’anno, per poi scendere al 5,6% del prodotto interno lordo l’anno prossimo. Il debito sfiorerà il 159% del Pil nel 2020 (rispetto al 134,8% l’anno scorso). Il calo nel 2021 sarà limitato: al 153,6% del PIL. Il numero di Paesi della zona euro con un debito superiore al 100% del PIL passerà da tre a sette.

La BoE ha lasciato i tassi invariati a 0,1%, minimo storico, e ha mantenuto il target di Qe a 645 miliardi di sterline, in linea con le attese.

Diversi, nel pomeriggio e in serata, gli interventi di banchieri Fed, mentre gli Stati Uniti fanno i conti con le drammatiche ricadute dell'emergenza sanitaria. Secondo alcuni analisti, il recente annuncio della Fed di voler acquistare titoli spazzatura potrebbe portare gli investitori, e perfino i regolatori, a smantellare la barriera 'junk'.

Ad aprile il portafoglio della BoJ di 'commercial paper' è balzato di quasi il 30%, segno che l'istituto centrale giapponese sta intervenendo pesantemente sul mercato a favore delle società colpite dalla crisi.

I ministri finanziari della zona euro sperano di raggiungere domani l'accordo finale sul ricorso al Mes per i governi colpiti dall'epidemia, così che il denaro sia disponibile a giugno.

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