Ieri sentenza della Corte Costituzionale della Germania sull’operato della Bce. Il verdetto, pur non avendo effetti giuridici rilevanti, ha allarmato i vertici della banca centrale, che si sono riuniti nel pomeriggio per concordare una risposta. Nel comunicato diffuso in serata, l’istituto centrale afferma di prendere atto delle obiezioni arrivate da un organismo nazionale e ricorda che sullo stesso tema, si era già espressa, in modo favorevole la Corte di Giustizia Europea, organo gerarchicamente superiore. Tra gli effetti che più preoccupano del pronunciamento c'è la libertà di manovra della Bce in un momento così drammatico come la crisi da coronavirus ma anche la coesione europea.
Destinata a uno slittamento alla prossima settimana, rispetto a oggi, la proposta dettagliata sul 'Recovery Fund' per cui l'esecutivo Ue ha ricevuto l'incarico a fine aprile. Un’ennesima prova della pessima governance Ue e del suo vizio di procrastinare.
L'esecutivo Ue diffonderà le nuove stime macroeconomiche dei paesi membri del blocco, le prime dopo l'epidemia di coronavirus. Nelle ultime previsioni elaborate dall'esecutivo Ue a metà febbraio, per l'economia italiana si parlava di un'espansione limitata a 0,3% per il 2020 e a 0,6% per il 2021, in entrambi i casi di un decimo inferiore alle aspettative di novembre.
Secondo alcuni esponenti della Fed, l'economia Usa potrebbe iniziare un trend di ripresa nella seconda metà dell'anno con una crescita però destinata a essere lenta e non omogenea.