CAFFE’ ESPRESSO

6 dicembre 2019 - "Che barba che noia, che noia ... che barba ..."

“Che barba che noia, che noia che barba … che noia …”. Così in una storica sitcom Sandra Mondaini si rivolgeva a Raimondo Vianello con tono sconsolato riferendosi alla monotonia del loro rapporto coniugale. Oggi questa scenetta rappresenta perfettamente quanto sta avvenendo nella politica italiana, in Inghilterra per la Brexit e tra Cina e Usa per i dazi. Gli operatori purtroppo non possono fare a meno di seguire questo spettacolo molto meno divertente – visti i protagonisti e visti i temi – di “Casa Vianello”.  I dati macro restano dietro le quinte ma saranno pronti ad entrare in scena appena calerà il sipario sui dazi. Certamente ci saranno effetti diversi a seconda di come si chiuderà il negoziato ma successivamente verranno a pesare le indicazioni macro. Il 15 dicembre è data clou perché entreranno in vigore nuovi dazi Usa sui prodotti cinesi: se entrassero in vigore potrebbe esserci un fine 2019 di prese di beneficio sui mercati azionari ed un ritorno di acquisti sugli asset sicuri, quindi un calo dei rendimenti Bund, un rialzo dello yen e dell’oro. Prova che si stanno snobbando i dati macro la si è avuta anche ieri: in Eurozona le vendite al dettaglio hanno deluso così come gli ordinativi tedeschi mentre la seconda lettura del Pil III trim pari allo 0,2% è risultata in linea al consenso. Del tutto trascurabile la reazione ai numeri lievemente migliori delle attese sul passivo della bilancia commerciale Usa di ottobre. Il clima di fondo tra gli investitori resta comunque di prevalente fiducia sulla possibilità di una composizione del confronto tra Usa e Cina sul dossier dazi. I rendimenti Bund salgono di ulteriori 3 centesimi (10 anni) portandosi a -0,29% con il Btp 10 a 1,29% e con lo spread che torna sotto 160 bps. Il rialzo dei Bund coinvolge i tassi Irs il cui decennale sale a 0,10%. Una menzione la merita la sterlina che si porta ai massimi degli ultimi sette mesi su dollaro e due anni e mezzo su euro con gli operatori che scommettono che il risultato delle urne la prossima settimana possa equivalere a un concreto progresso verso una Brexit senza traumi. Gli acquisti di sterline si stanno facendo aggressivi, a dimostrazione che si scommette su una Brexit senza scosse. Arrivati a questo punto però aprire nuove posizioni potrebbe essere rischioso, in caso dal voto britannico della settimana prossima non esca una maggioranza in grado di governare; inoltre c’è da sottolineare che i dati macro Uk sono deludenti e quindi, da questo punto di vista appare anormale quanto sta avvenendo se non in ottica puramente speculativa: finito questo momento è ipotizzabile una fase di ricoperture sull’eurogbp.

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