Giornata positiva ieri per i mercati azionari in scia alle ultime indiscrezioni secondo cui Stati Uniti e Cina starebbero progredendo verso un accordo commerciale, nonostante i segnali contrastanti degli ultimi giorni. Sull’obbligazionario si assiste ad un leggero rialzo dei rendimenti di Bund e Irs con quelli Btp che invece limano leggermente rispetto a ieri con lo spread che si restringe a 160 bps. I mercati continuano ad essere condizionati quasi esclusivamente dalle indiscrezioni sul commercio (negoziato Usa – Cina sui dazi) e poco dalle evidenze macroeconomiche: questo perché a seconda dell’esito della fase 1 del negoziato le prospettive di crescita potrebbero cambiare di molto e prima ancora cambierebbero le aspettative degli operatori finanziari ed economici e quindi gli indici di fiducia, in un processo che andrebbe ad autoalimentarsi; in sostanza le aspettative creerebbero la congiuntura. Permane quindi una buona dose di prudenza tra gli operatori: aprire una forte posizione strutturale direzionale appare un azzardo. Quello che si nota comunque è la solidità dei mercati: ogni flessione dell’azionario richiama acquirenti durante la successiva seduta o in quella dopo ancora. I Btp oggi non patiscono le note fibrillazioni sul Fondo salva Stati: ben più importante per l’andamento dei Btp appare il negoziato (legato a doppio filo all’ESM) sulla “ponderazione” dei titoli di Stato che ciascuna banca nazionale potrà detenere in portafoglio. Sul fronte valutario l’eurousd si affaccia sopra 1,11 grazie alla stima Adp delle nuove buste paga create nel solo settore privato negli Usa nel mese di novembre che sono risultate inferiori alle attese e all’indice ISM servizi inferiore al consenso. I
Oggi in Eurozona invece gli indici Pmi servizi sono stati quasi tutti rivisti al rialzo rispetto alla stima preliminare: un altro piccolo segnale di speranza che il peggio sia alle spalle. e di indicatori per l'Eurozona, con occhi in particolare alla revisione del Pil del terzo trimestre che non dovrebbe, nelle attese, riservare sorprese con una conferma a 0,2% su trimestre e 1,2% su anno. In deciso ribasso, invece, le stime sulle vendite al dettaglio che per ottobre vedono un -0,3% congiunturale e un +2,2% tendenziale dal +0,1% e +3,1% del mese precedente. Attenzione anche agli ordini all'industria tedeschi di ottobre (visti a 0,3% m/m dall'1,3% del mese precedente), che potranno fornire nuovi elementi sull'entità del rallentamento in atto per la prima economia del blocco.
Anche dagli Usa, questo pomeriggio, in agenda diversi dati dopo che ieri sono giunte notizie poco rassicuranti sia sul fronte dell'occupazione nel settore privato -- che ha registrato l'incremento minimo degli ultimi sei mesi -- che dall'Ism non manifatturiero. Oltre alla bilancia commerciale di ottobre e ai dati sui sussidi di disoccupazione settimanali, sarà interessante vedere gli ordini all'industria che, per il mese di ottobre, sono stimati in salita a +0,3% su mese dal precedente -0,6%.
DATI MACROECONOMICI
ZONA EURO
Revisione Pil trim3 (11,00) - attesa 0,2% t/t; 1,2% a/a.
Vendite al dettaglio ottobre (11,00) - attesa -0,3% m/m; 2,2% a/a.
USA
Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30) - attesa 215.000.
Revisione beni durevoli ottobre (16,00).
Ordini all'industria ottobre (16,00) - attesa 0,3% m/m.