I mercati nelle ultime settimane si sono portati ad ipotizzare decisioni molto espansive (forse anche troppo) da parte della Bce alla riunione del 12 settembre. I vertici della banca centrale hanno innescato alcuni dubbi circa la portata espansiva. Christine Lagarde, prossimo presidente Bce, ha detto ieri che una politica monetaria molto accomodante per un periodo prolungato di tempo è necessaria ma non bisogna perdere di vista gli effetti collaterali negativi di tale scelta. La reazione sui tassi è stata immediata con i rendimenti Bund e i tassi Irs che salgono: il 10 anni tedesco da -0,72% sale a -0,65% e l’Irs 10 da -0,30% a -0,25%. Revisione al rialzo anche per quanto riguarda i tassi Future Euribor 3 mesi (attese di mercato sul parametro trimestrale). I Btp registrano una nuova giornata di euforia e non solo non risentono del rialzo dei tassi “core” ma addirittura si muovono in senso opposto: il 10 anni scende al nuovo minimo storico di 0,84% da 0,88%. In calo lo spread sotto i 150 bps (i passi avanti per la formazione di un nuovo governo – presentata la lista dei ministri – danno una mano ai titoli italiani). I dubbi insinuati dalla Bce hanno comunque effetto anche sui Btp brevi i cui rendimenti salgono al contrario di quelli 10 anni. L’euro trova nelle parole dei vertici Bce, quello spunto che finora era mancato per riportarsi sopra 1,10 l’eurousd; ora l’obiettivo più immediato per confermare una ripresina, è quello di vedere il cross tornare sopra i minimi precedenti di inizio agosto a 1,1030.
Con gli investitori rasserenati dall'orientamento maggiormente europeista del nuovo esecutivo e fugato ogni timore di elezioni anticipate, ieri in chiusura la forbice di rendimento tra Btp e Bund sul tratto a 10 anni si attestava a 151 punti base dai 159 del finale della seduta precedente, dopo un tuffo intraday a 147 nuovo minimo da metà maggio 2018 e, in parallelo, il tasso del decennale scendeva a 0,83% da 0,86%, anche in questo caso dopo una discesa intraday a 0,80% nuovo minimo storico.
La formazione del nuovo governo PD-5 Stelle non ha impatto per ora sul rating sovrano 'BBB' con prospettive negative di S&P Global Ratings sull'Italia, ma l'agenzia ha salutato ieri con favore l'accordo che sventa il rischio di un voto anticipato quest'anno e facilita l'approvazione della cruciale legge di bilancio per il 2020. Domani sera ad esprimersi sarà Moodys, che in marzo aveva confermato il giudizio 'Baa3' con outlook stabile. Lo snodo è delicato perché si tratta dell'ultimo scalino del livello 'investment grade' e un downgrade spingerebbe i Btp nel comparto 'junk'.
Cina e Stati Uniti hanno raggiunto un'intesa per tenere colloqui di alto livello sul commercio all'inizio di ottobre a Washinghton.
Boris Johnson ha incassato ieri un'altra sconfitta dal parlamento britannico, che ha approvato per 327 voti contro 299 in via definitiva una legge mirata a impedire l'uscita di Londra dall'Unione europea senza un accordo il 31 ottobre. Johnson ha chiesto elezioni anticipate il 15 ottobre ma non ha avuto il sostegno necessario dei due terzi dei deputati. La sua mozione per andare alle urne è stata bocciata in tarda serata.
Nel caso peggiore di un divorzio senza accordo, però, i danni inflitti all'economia, ha detto ieri il governatore della Banca d'Inghilterra Mark Carney, saranno meno gravi di quanto stimato, grazie ai preparativi in corso dalla fine dello scorso anno. Secondo BoE il Pil potrebbe ridursi del 5,5%, contro l'8% stimato a novembre. Carney ha aggiunto che in ogni caso la banca centrale non interverrà sul mercato dei cambi per sostenere la sterlina.
Occhi all'intervento del vicepresidente de Guindos, previsto stamani, dopo le parole di Christine Lagarde di ieri che hanno rilanciato dubbi tra gli investitori sulla portata di un nuovo pacchetto di stimoli Bce che il mercato attende, congiuntamente ad una riduzione dei tassi, la prossima settimana. Il presidente in pectore ha avvertito che una politica monetaria molto accomodante per un prolungato periodo di tempo è necessaria, ma non bisogna perdere di vista gli effetti collaterali negativi di tale scelta.
Durante un'udienza al parlamento europeo, Lagarde si è detta inoltre favorevole all'emissione di uno strumento di debito che raggruppi i governativi di tutti i paesi membri, per attirare più investitori e rafforzare il ruolo dell'euro a livello globale.
Il Beige Book ha ribadito che in agosto l'economia statunitense è cresciuta ad un tasso moderato e le prospettive sono globalmente positive nonostante l'effetto negativo della crisi commerciale.
Lo yen e le altre valute rifugio perdono terreno sulla prospettiva di un nuovo faccia a faccia ad alto livello tra Pechino e Washington sul commercio globale. Riprende fiato la sterlina tra le speranze che una Brexit senza accordo possa essere evitata.
DATI MACROECONOMICI
GERMANIA
Ordini industria luglio
USA
ADP, occupati settore privato agosto
Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali
Pmi Markit finale agosto
Ordini all'industria luglio
ISM Pmi non manifatturiero agosto