CAFFE’ ESPRESSO

25 gennaio 2019 - Dopo gli indici Pmi europei ed Usa oggi è la volta dell'Ifo tedesco.

Il consiglio di politica monetaria ha riconosciuto come i rischi per la crescita si siano mossi verso il basso ma, confermando i tassi al minimo storico e l'impegno a mantenerli all'attuale livello almeno fino all'estate, ha rimandato la decisione su un eventuale nuovo round di finanziamenti Tltro.

L'obbligazionario italiano ha digerito senza troppe scosse l'esito del consiglio di politica monetaria della Banca centrale europea, restando sempre in territorio positivo, segno che gli investitori ritengono, alla luce dei segnali di rallentamento dell'economia e dei numerosi rischi, che Francoforte sarà più prudente nel normalizzare la politica monetaria.

Sul fronte macro, l'attenzione sarà rivolta all'indice sulla fiducia delle imprese tedesche di gennaio.

I prezzi al consumo di Tokyo, al netto di alimentari freschi, hanno registrato in gennaio un rialzo tendenziale dell,1'1%, al di sopra delle attese di un incremento dello 0,9%.

Le speranze legate a un nuovo piano May sulla Brexit hanno portato la sterlina al massimo delle 11 settimane; il Partito Unionista nordirlandese ha deciso di offrire un sostegno condizionato al piano della premier britannica la prossima settimana.

I prezzi del petrolio sono saliti di circa l'1% dopo le minacce di sanzioni lanciate dagli Usa al Venezuela, e sullo sfondo delle tensioni politiche che agitano il Paese.

DATI MACROECONOMICI

GERMANIA

Indice Ifo gennaio

USA

Beni durevoli dicembre

GIAPPONE

Prezzi al consumo Tokyo gennaio.

 

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