Tassi Usa in calo: rispetto a venerdì il 2 anni è sceso dal 2,96% al 2,89% e il 10 anni da 3,22% a 3,16%. Decisamente più contenuto il ribasso su Bund e Irs: ferme le scadenze brevi, limatura di un paio di centesimi su quelle lunghe con i 10 anni rispettivamente a 0,40% e 0,96%. I tassi europei sono stati in parte compressi da quelli Usa: avrebbero potuto muoversi in controtendenza visto che l’indice Zew tedesco è risultato leggermente sopra le attese (anche se il sottoindice relativo alla situazione attuale ha deluso) e soprattutto visto che l’inflazione tedesca è salita a ottobre ai massimi degli ultimi 10 anni (settembre 2008) al 2,5% tendenziale. La componente energia (+9%) e soprattutto il gasolio per riscaldamento (+40%) ha contribuito al rialzo: al netto della componente energetica il rialzo sarebbe stato dell’1,7%. Certamente fa riflettere vedere un Bund 10 anni allo 0,40% o un 5 anni a -0,20% e un 2 anni a -0,61% con un’inflazione al 2,5% e una crescita sopra il 2% (anche se sarà rivista al ribasso). Se fosse ancora valida la regola che storicamente vigeva prima del 2010 quando la Bce usava solo lo strumento “tassi” che prevedeva come politica monetaria neutrale quella di tassi reali come minimo non negativi, allora non dovrebbe stupire più di tanto vedere livelli di P/T Bce almeno in area 1,5%-2% (inflazione europea prevista). Il fair value del Bund 10 dovrebbe essere 1,5%-2% considerando che la media dei tassi reali negli ultimi 5 anni è stata pari a zero. E’ un ragionamento teorico che comunque serve ad aver presente che se le politiche non convenzionali verranno rimosse, potremmo assistere a rialzi maggiori di quanto attualmente previsto dai tassi forward.
Il governo opta per la linea dura nel confronto con Bruxelles scegliendo di fatto di non apportare sostanziali modifiche alla bozza della legge di Bilancio 2019 già bocciata dalla Commissione preparando la strada all'avvio di una procedura di infrazione. Secondo i quotidiani, tra i ramoscelli d'olivo tesi da Roma a Bruxelles ci sono gli interventi per far fronte ai danni provocati di recente dal maltempo: il governo chiederà di scomputarli per 5 miliardi dal disavanzo aprendo la strada a un calo del deficit/Pil da 2,4% a 2,2%. Il governo inoltre si impegna a rafforzare l'incasso dalle privatizzazioni -- obiettivo 18 miliardi in tre anni -- e a tenere bloccato il deficit con una clausola automatica di controllo sulla spesa. Sul fronte interno, sempre secondo quanto riportano i quotidiani, da segnalare che ieri la maggioranza è stata battuta al Senato per la prima volta sul condono di Ischia. Dura in mattinata la risposta di Salvini che alla radio ha detto: se da Bruxelles proveranno a mettere sanzioni contro il popolo italiano hanno sbagliato a capire.
Si profila una linea morbida per l'addio di Londra alla Ue: la Gran Bretagna ha raggiunto un'intesa dopo oltre un anno di colloqui mentre oggi è previsto che May incontri uno a uno i suoi ministri per un confronto sul tema.
In arrivo da Bruxelles la stima della crescita del blocco relativa al terzo trimestre (attesa 0,2% si trimestre e 1,7% su anno) e la produzione industriale di settembre.
Il Pil giapponese del terzo trimestre ha visto un calo dell'1,2% su anno a fronte di attese per una flessione più contenuta di 1,0%; su trimestre il dato ha visto un calo dello 0,3%, in linea alle attese.
Sulla scia dell'intesa per una Brexit morbida, l'euro e la sterlina si apprezzano.
Prezzi ancora in calo sulla scia di un aumento dell'offerta e sullo spettro di un indebolimento della domanda.
DATI MACROECONOMICI
GRAN BRETAGNA
Prezzi al consumo ottobre
ZONA EURO
Stima Pil trim3.
Produzione industriale settembre.
USA
Prezzi al consumo ottobre.