Tassi poco mossi con il Bund 10 che staziona tra 0,55% e 0,58%, l’Irs 10 appena sotto l’1% e il Bond 10 Usa sopra il 2,6%. Si muove leggermente al ribasso il rendimento Btp grazie al buon momento dei periferici trascinati dalla Spagna su cui circolano voci di un possibile upgrade.
La carta italiana continua a performare bene dimostrando come i mercati considerano le elezioni italiane un “non evento”; chiunque vinca dovrà sottostare alle regole europee e i margini di manovra in campo economico-finanziario saranno ridottissimi. Appaiono fuori dalla realtà gli interventi spauracchio di Moscovici e quello del responsabile dei rating sovrani dell'Europa occidentale di Fitch che si è detto preoccupato di un possibile stallo politico post-elettorale che allenti il consolidamento dei conti pubblici.
Dagli Usa segnali incoraggianti dal mercato del lavoro con le richieste di sussidi di disoccupazione inferiori alle attese e un mercato immobiliare che si conferma tonico. Indicazioni contrastanti dall’indice Philly che a livello complessivo è risultato inferiore al consenso: tra i sottoindici sorprende, in chiave tassi Fed, quello relativo ai prezzi pagati che supera le attese.
Tra i pronunciamenti sul rating dei paesi europei spicca quello sulla Spagna di Fitch, che ha un outlook positivo sul rating di 'BBB+'. Nonostante l'incerta evoluzione della crisi catalana, parte del mercato sembra credere a un miglioramento del merito di credito: lo spread di rendimento a 10 anni Spagna/Germania è infatti sceso sotto 100 pb, minimo da agosto 2017.
Dopo l'ok della Camera a controllo repubblicano, il provvedimento per prorogare di un mese il finanziamento delle attività degli uffici federali, in assenza di un accordo complessivo sul bilancio, ha incontrato resistenze trasversali al Senato. Senza il via libera ad una nuova iniezione di fondi, le attività dell'amministrazione saranno costrette al cosiddetto 'shutdown' alla mezzanotte di oggi.
La crescita cinese dell'economia oltre le attese registrata nel quarto trimestre è stata trainata dalla perdurante solidità dei servizi e dall'espansione del settore agricolo, secondo il dettaglio dei dati pubblicati stamane.
Dollaro sui minimi da tre anni nei confronti del paniere delle principali controparti, colpito dai timori di un possibile blocco delle attività degli uffici federali. Il recente trend negativo del dollaro è in buona parte ascrivibile alle aspettative di graduale normalizzazione della politica monetaria di Bce e BoJ.
Decisa correzione delle quotazioni petrolifere, colpite dal rimbalzo della produzione statunitense, che ha messo in secondo piano il calo delle scorte, mentre l'Opec ha alzato le stime dell'offerta 2018 proveniente dai paesi non membri. L'aumento dei prezzi, infatti, incoraggia l'aumento dell'attività dei produttori di petrolio scisto, annullando l'accordo raggiunto in sede Opec per ridurre la produzione e la discesa dell'offerta dal Venezuela.
Chiusura negativa per i Treasuries Usa, con il tasso del benchmark decennale in salita al livello più alto da marzo, dopo la pubblicazione dei dati del Pil cinese, che ieri hanno mostrato la prima accelerazione della crescita in sette anni.
DATI MACROECONOMICI
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