L'euro ha guadagnato ultimamente dopo le minute Bce che hanno portato il mercato a scommettere su un cambio della “forward guidance” già alla riunione della prossima settimana: difficile che ciò si realizzi mentre potrebbe concretizzarsi a marzo quando la banca centrale avrà a disposizione l'aggiornamento delle previsioni.
Il dollaro da parte sua perde terreno in un momento in cui, vista anche l'inflazione “core” di venerdì, stanno diventando sempre più probabili i tre aumenti dei tassi da parte della Fed nel 2018: un comportamento quindi contrario alle attese.
La riforma fiscale darà ulteriore slancio alla crescita Usa e la Fed potrebbe essere indotta a una maggior aggressività. E' vero che la riforma aumenterà il deficit e il debito pubblico e che quindi potrebbero impattare negativamente sul dollaro ma considerazioni di questo genere entrano in gioco normalmente nel medio lungo termine e non in questa fase.
L'analisi delle operazioni speculative sul cross mostrano l'apertura di posizioni long sull'euro ai massimi e ciò potrebbe esporre a ripiegamenti anche significativi dell'euro.
Un aspetto non trascurabile pro dollaro è il rimpatrio dei capitali che propone la riforma fiscale Usa. Su questo aspetto potrebbe però esserci un effetto nel breve di segno opposto in quanto le grandi corporate Usa avrebbero interesse ad un dollaro basso proprio in vista del rientro dei capitali (detenuti in altre valute).