CAFFE’ ESPRESSO

20 aprile 2016 - L’elevato livello dei prestiti deteriorati continua a rappresentare ...

Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco in audizione al Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle condizioni del sistema bancario, ha illustrato le possibili prospettive del settore.

Sul fronte dei crediti deteriorati la ripresa congiunturale sta gradualmente allentando le pressioni sui bilanci bancari. Il consolidamento della ripresa economica è condizione indispensabile perché la riduzione dello stock di esposizioni deteriorate prosegua. Lo smaltimento dei crediti deteriorati va gestito senza minare i risultati conseguiti sul fronte della patrimonializzazione.
L’abbattimento dello stock è possibile attraverso la cessione di sofferenze sul mercato. In questa direzione operera lo schema di garanzie (GACS), definito dal Governo. Un tale obiettivo va comunque conseguito con gradualità.

La recente costituzione del “Fondo Atlante” ha la finalità di fornire assicurazione contro i rischi di natura sistemica e facilitare la riduzione di cospicui volumi di crediti in sofferenza. Questo sarebbe perseguito innanzitutto garantendo che condizioni di mercato sfavorevoli non precludano l’accesso al mercato dei capitali da parte delle banche che hanno già definito tali interventi. In secondo luogo, il Fondo potrebbe acquistare strumenti finanziari emessi in relazione a operazioni di cartolarizzazione di sofferenze, consentendo così di ridurre il peso di queste ultime senza gravare in modo eccessivo sui bilanci delle banche.

Affinchè queste novità abbiano successo è necessario che le banche migliorino le procedure interne di gestione dei crediti deteriorati (nuove risorse e informatizzazione degli archivi). Non da ultimo
occorrono ancora progressi per rendere più rapide ed efficaci le procedure giudiziali e stragiudiziali per il recupero crediti, che vedono l’Italia particolarmente sfavorita nel confronto internazionale.

Sul fronte della redditività delle banche il 2015 ha registrato segnali di miglioramento: il rendimento del capitale è tornato positivo (il 3 per cento circa per il complesso del sistema), ancora basso rispetto ai competitors esteri.

Gli sforzi delle banche per accrescere e diversificare le fonti di ricavo e per contenere i costi di struttura devono proseguire. Il modello basato su una diffusa presenza territoriale è poco sostenibile.

L’elevato livello dei prestiti deteriorati continua a rappresentare il principale fattore di vulnerabilità delle banche italiane. Ma le molteplici misure per farvi fronte intraprese nell’ultimo periodo, cominciano a dare frutto. Occorre proseguire, così che il sistema bancario possa tornare al più presto a sostenere appieno quella ripresa.

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