Mercati decisamente privi di un trend ben definito con gli operatori che hanno pochissime certezze su come andrà il 2016. Oggi le borse dopo la pesante giornata di ieri, tentano un rimbalzo grazie soprattutto alla decisione della Boj che ha colto di sorpresa i mercati annunciando stamane il taglio di uno dei tassi di riferimento(quello sui depositi delle istituzioni finanziarie in banca centrale) sotto quota zero, a -0,10%, nel tentativo di proteggere l'economia del paese, ancora fragile, dalla volatilità dei mercati internazionali e dal rallentamento della crescita globale. La decisione è stata presa dal board con 5 voti favorevoli contro 4. La BoJ annuncia inoltre di essere pronta a portare ulteriormente in negativo il tasso, se necessario. Resta invariato l'importo del programma di acquisto asset giapponese, con un target di espansione della base monetaria di 80.000 miliardi di yen l'anno. Eurousd poco mosso mentre deciso il deprezzamento dello Yen.
Difficile valutare a pieno il nuovo schema italiano sulle sofferenze bancarie e i suoi potenziali effetti positivi sul settore. Il primo parere è di un sistema a cui pochi attingeranno e che quindi servirà a ben poco se non a quelle banche seriamente in difficoltà.
Nel pomeriggio il focus è decisamente sulla prima stima relativa al Pil Usa del quarto trimestre, dato fondamentale per aggiustare le aspettative sui tempi del prossimo rialzo dei tassi da parte della Fed e, in generale, sull'estensione del ciclo restrittivo appena avviato.
Prezzi petroliferi ancora in salita questa mattina, con un progresso settimanale complessivo che si avvicina al 6,5%. Nonostante le perplessità e le cautele di molti operatori e addetti ai lavori, sembra prevalere l'aspettativa di un qualche accordo tra produttori per fronteggiare il crescente eccesso d'offerta sul mercato, a fronte ad esempio di un export iraniano che in gennaio e febbraio è visto in aumento di oltre un quinto rispetto alle medie dell'anno scorso.
DATI MACROECONOMICI
GERMANIA
Vendite al dettaglio dicembre
ZONA EURO
Stima inflazione gennaio
USA
Stima Pil 4° trimestre
Stima Pce 4° trimestre
Pmi Chicago gennaio
Univ. Michigan, fiducia consumatori finale gennaio