Inizio di giornata decisamente pesante sulle borse con le banche ancora nel mirino, prezzo del petrolio in netto calo così come i rendimenti governativi Usa.
Il calo dei tassi americani è maggiore di quello sui tassi europei e ciò sta favorendo la moneta unica così come l’aumento dell’avversione al rischio mentre il calo del greggio supporta il dollaro. Ma a pesare sul dollaro e sulla sterlina è soprattutto la preoccupazione per la crescita mondiale alla luce delle turbolenze sui mercati con conseguente revisione delle attese sulle future mosse di politica monetaria. In sostanza Fed e BoE potrebbero procedere con molta più cautela nel rialzare i tassi.
Alla riunione Bce di domani (nessuna decisione) Draghi potrebbe mostrarsi più o meno esplicito nel segnalare la propensione a nuove misure di stimolo, alla luce del deterioramento delle prospettive di crescita mondiale, complice la crisi cinese, cui si aggiungono i rischi al ribasso sull'inflazione legati all'accelerazione al ribasso del greggio.
Le precisazioni della Bce e le rassicurazioni di Padoan non hanno allentato la pressione sui titoli bancari, colpiti anche ieri dall'incerta evoluzione del problema delle sofferenze.
I futures sul greggio crollano nella seduta asiatica, con il greggio Usa che lascia sul terreno oltre il 3% verso i 27 dollari il barile e al minimo dal 2003, sui timori per l'eccesso di offerta.
DATI MACROECONOMICI
USA
Prezzi al consumo dicembre
Licenze edilizie dicembre
Avvio nuovi cantieri residenziali dicembre