Le principali piazze europee sono attese sopra la parità in avvio di giornata. Il presidente Usa ha detto che la guerra con l'Iran è "molto vicina alla fine" e che un secondo round di colloqui potrebbe riprendere entro pochi giorni. Sul fronte dei dati macroeconomici, il Pil della Cina nel primo trimestre è salito del 5%, superando le attese poste al 4,8%, mentre la produzione industriale di Pechino a marzo ha rallentato il passo, segnando un +5,7% rispetto al +6,3% a gennaio/febbraio e contro un +7,7% a marzo 2025.
La Fed si trova in una posizione difficile. Deve stabilire se il recente conflitto stia causando un'impennata transitoria dei prezzi dell'energia destinata a diminuire, oppure se si ripercuoterà sull'inflazione di fondo, alterando in modo permanente le aspettative dei consumatori. L'aumento delle aspettative inflazionistiche potrebbe spingere al rialzo l’inflazione di base. Pur essendo propensi a mantenere i tassi invariati, la maggioranza dei membri Fed non reputa opportuno un taglio con alcuni che hanno suggerito di porre l’attenzione su un possibile rialzo.
Largarde ieri ha ribadito che servono dati per agire, ma Francoforte non esiterà a muoversi se necessario.
Caffé Espresso
16 aprile 2026 – Mercati ottimisti sulla fine del conflitto.
15 aprile 2026 – Possibile riapertura dei negoziati.
14 aprile 2026 – I mercati credono in un accordo.
13 aprile 2026 – Petrolio sopra 100, cpi Usa sale …
10 aprile 2026 – Primi effetti sull’inflazione Usa.
9 aprile 2026 – Tregua fragile.
8 aprile 2026 – Tregua di due settimane …
7 aprile 2026 – Mercati composti nonostante il countdown Usa …
2 aprile 2026 – Bomba o non bomba …
1 aprile 2026 – Mercati al rialzo dopo le dichiarazioni Usa …