CAFFE’ ESPRESSO

26 marzo 2020 - Europa se ci sei oggi dimostralo

Resta alta la volatilità sui mercati. Una certa tranquillità invece si nota sui tassi dove maggiore è l’influenza delle banche centrali che stanno tentando in tutti i modi di stabilizzare i mercati. Anche sul valutario si nota una minor volatilità anche se qui il controllo delle banche centrale è indiretto e minore. L’attenzione ora passa a quanto stanno facendo o faranno i governi. Negli Usa si è raggiunto un accordo sul massiccio programma di stimolo all'economia da circa 2.000 miliardi di dollari. Mettendo insieme queste misure con quelle già annunciate dalla Fed, si arriva a circa 6.000 miliardi di dollari da utilizzare per tenere a galla l'economia nelle 10-12 settimane di fermata delle attività che si prospettano. Si è svolta la riunione dell’Eurogruppo in videoconferenza. Ci sono state aperture all’utilizzo del ESM per prestiti agevolati ai paesi che ne faranno richiesta. Le condizioni di utilizzo ed i vincoli dovrebbero essere limitati così come richiesto da vari paesi tra cui Francia ed Italia. I fondi complessivi ammontano ad oltre 500 miliardi e potrebbero arrivare a circa il 2% del PIL di ogni paese (per l’Italia circa 35 miliardi). L’indice Ifo, che misura il morale delle imprese tedesche, è crollato nel mese di marzo al suo livello più basso dal 2009 a 86,1 punti da 96,0 di febbraio. Si tratta del calo mensile più marcato mai registrato dalla riunificazione avvenuta nel 1989. La risposta dell’Europa resta modesta e i mercati potrebbero tornare a punire l’Eurozona visto che appare poco unita anche in questi frangenti: oggi con il meeting dei leaders eurogruppo, l’Europa si giocherà un bel pezzo del suo futuro; le premesse non sono buone e soprattutto in queste occasioni di emergenza viene evidenziata l’eccessiva farraginosità della governance Ue. Gli Usa in due gg hanno fatto quanto sopra descritto, il Giappone oltre a fortissime misure di stimolo ha detto di essere pronta a mettere in campo stimoli pari al 10% del pil. Insomma, Europa se ci sei  batti un colpo.

 

Secondo Mario Draghi, i governi europei devono assorbire rapidamente lo shock economico della crisi del coronavirus anche a costo di un alto debito, poiché l'alternativa è la distruzione economica permanente. Intervenuto con un editoriale sul Financial Times, l'ex numero uno della Bce - considerato il salvatore dell'euro durante la crisi del debito europeo e piu' volte evocato durante l'attuale emergenza - sostiene che i governi debbano proteggere i posti di lavoro e la capacità produttiva, facendosi carico e cancellando il debito del settore privato per proteggere l'occupazione e mantenere il reddito delle famiglie colpite dalla crisi.

 

Intanto emerge che la presidente della Bce Christine Lagarde avrebbe chiesto martedì all'Eurogruppo di valutare l'emissione 'one-off' dei cosiddetti coronabond -- trovando ancora una volta la contrarietà del blocco nordeuropeo con in testa Amsterdam e Berlino -- e che i leader finanziari della zona euro non hanno discusso di mutualizzazione del debito in questa fase. L'utilizzo di eurobond potrebbe fornire, tra l'altro, alla Bce un ottimo scudo per evitare problemi legali dovuti al suo massiccio piano di acquisto di governativi nel quale non applicherà il tetto previsto dalle regole del Qe.

 

Bank of England annuncia la decisione sui tassi, che nelle attese dovrebbe lasciare invariati.

 

Prezzi ancora in calo per il petrolio sui timori legati al rallentamento della domanda.

 

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