CAFFE’ ESPRESSO

23/03/2020 - Stress sui mercati interbancari Usa: torna l'incubo della Lehman.

Stress sui mercati interbancari americani. Questa situazione permane anche dopo l’intervento della Fed della scorsa settimana. Prova di ciò è sia il rialzo dei tassi Libor usd 3 mesi saliti da 0,85% a 1,20% - nonostante il taglio Fed- sia soprattutto l’allargarsi dello spread Libor – Ois Usd, indicatore di tensioni sul mercato interbancario. Si tratta di un evento che con queste dimensioni non si verificava dal 2008. Difficile capire le cause: potrebbero essere motivazioni puramente tecniche destinate a rientrare nel giro di pochi giorni o effettivamente potrebbe essere un segnale che le banche iniziano a non fidarsi più tra loro. Se così fosse la situazione diventerebbe molto preoccupante: bisogna confidare che l’esperienza del 2008 sia servita. Sarà quindi importante monitorare l’evoluzione dello spread Libor – Ois nei prossimi giorni.

 

Si apre una settimana cruciale per trovare un'intesa sulle misure europee contro il virus, tra cui i coronabond caldeggiati da Conte, e per superare le ritrosie di alcuni Paesi del blocco. In agenda per oggi la riunione Econfin in videoconferenza che dovrebbe dare il via libera alla sospensione del patto di Stabilità mentre domani sarà la volta dell'Eurogruppo e giovedì quella del Consiglio europeo.

 

Di venerdì e relativa al settore bancario, la notizia che le autorità di vigilanza della Bce useranno "flessibilità" nei confronti dei prestiti non rimborsati che sono coperti da garanzie statali o messi in moratoria a causa dell'epidemia. E' previsto oggi, inoltre, l'avvio delle operazioni swap in dollari con cadenza potenziata a giornaliera da settimanale, come deciso all'unisono dalle banche centrali di Stati uniti, zona euro, Canada, Gran Bretagna, Giappone e Svizzera. Di ieri le dichiarazioni di uno dei vice governatori della Banca centrale cinese secondo cui le recenti misure intraprese da Pechino stanno aiutando l'economia del Paese e porteranno un miglioramento significativo degli indicatori economici del secondo trimestre.

 

Il dollaro mantiene i guadagni contro le altre divise cedendo invece terreno nei confronti di euro e yen. I derivati sul Brent scambiano in calo di 64 cent a 26,34 dollari il barile, e quelli sul greggio Usa salgono di 28 cent a 22,91 dollari.

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