CAFFE’ ESPRESSO

10 gennaio 2020 - Segnali positivi da Usa ed Eurozona ...

Dopo i dati positivi sulle vendite al dettaglio in Germania comunicati ad inizio settimana, anche la produzione industriale sale più delle attese. I dati confermano una ripresa leggera dell’economia nell’ultima parte del 2019 che potrebbe consentire un avvio 2020 migliore del previsto: questa sensazione trova conferma anche dalla revisione al rialzo degli indici Pmi europei e da alcuni indici di fiducia Usa. Questo unitamente al clima di relativa distensione sul fronte geopolitico nella sfida tra Iran e Stati Uniti dopo le parole di Trump post attacco alle basi Usa determina una correzione delle valute 'rifugio' come yen e franco svizzero e un rialzo dei tassi “core” con il Bund 10 che torna a premere sulla resistenza a -0,20% con l’Irs 10 a 0,15%: potrebbero essere rivisti a breve i livelli di fine anno quando il Bund 10 salì a -0,18% e l’Irs 10 a 0,21%.  In Europa il tasso di disoccupazione resta stabile al 7,5% e dall'Istat giungono stamattina conferme sul miglioramento in corso nel mercato del lavoro italiano. A novembre il tasso di occupazione sale di 0,1 punti percentuali al 59,4%, massimo dal 1977, anno di inizio della seria storica. Gli occupati crescono di 41.000 unità (+0,2%). L'aumento congiunturale dell'occupazione è trainato dai dipendenti permanenti e da una rilevante crescita del tasso di occupazione dei giovani con 25-34 anni, mentre calano i lavoratori a termine e gli indipendenti. Contestualmente si registra una lieve crescita del numero di disoccupati e un calo dell'inattività, che scende ai valori minimi storici. Il tasso di disoccupazione - per il sesto mese consecutivo sotto il 10% - è stabile al 9,7% (consensus a 9,8%).

Anche se la guerra commerciale non è al momento ancora tecnicamente terminata, hanno detto ieri membri della Federal Reserve, il peggio per l'economia dovrebbe essere passato. In diverse dichiarazioni e interviste, esponenti della banca centrale tra cui il vicepresidente Richard Clarida sono stati unanimi nel dire che la firma ormai prossima dell'intesa tra Washington e Pechino, ma anche la ratifica dell'accordo Usa-Messico-Canada, sono segnali positivi con cui inizia il nuovo anno.

 

Nel pomeriggio l'attenzione si concentrerà sulla lettura della disoccupazione, vista al 3,5%, e di altri dati sul mercato del lavoro statunitense. La crescita dell'occupazione potrebbe rallentare in dicembre, secondo le previsioni degli analisti, ma il tasso di nuove assunzioni dovrebbe rimanere più che sufficiente a far proseguire la più lunga espansione economica della storia statunitense, ormai al suo undicesimo anno nonostante la debolezza del comparto manifatturiero colpito dalla guerra commerciale.

 

Contro lo yen, il dollaro è appena sotto i massimi da due settimane a 109,52, l'euro è poco mosso in area 1,1105 dollari. La sterlina è sui minimi da due settimane dopo le dichiarazioni del presidente della Banca centrale britannica Mark Carney secondo cui se l'attuale situazione di debolezza persistesse potrebbero arrivare un nuovo taglio dei tassi.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, produzione industriale novembre (10,00) - attesa zero m/m; -0,6% a/a.

USA

Tasso disoccupazione dicembre (14,30) - attesa 3,5%.

Media guadagni dicembre (14,30) - attesa 0,3% m/m; 3,1% a/a.

Media ore lavorate dicembre (14,30) - attesa 34,4 ore.

Revisione scorte all'ingrosso novembre (16,00) - attesa 0,1% m/m.

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