CAFFE’ ESPRESSO

9 gennaio 2020 - Si smorzano i toni tra Iran e Usa mentre i dati macro ...

All’escalation nello scontro tra Usa e Iran dopo l'uccisione del generale iraniano Soleimani, con Teheran che ha lanciato un attacco missilistico contro le forze a guida statunitense in Iraq, fanno da contraltare i dati economici migliori delle attese degli ultimi giorni: ieri l’indice Ism Usa ed oggi la stima Adp sui nuovi occupati nel settore privato con 220 k nuove buste paga create a dicembre (attese 160k). Tornano a salire i rendimenti Bund che da -0,29% della prima mattinata ora scambiano a -0,25%. Colpisce la solidità dei mercati che riescono ad arginare le tensioni internazionali: questo lascia intendere che se ci fosse un ridimensionamento del rischio geopolitico, i tassi potrebbero riprendere a salire. In questa fase è da apprezzare il comportamento dei Btp che addirittura riducono lo spread verso Bund. Sicuramente la carta italiana – in questo contesto di tassi negativi e/o bassissimi- mostra sempre il suo appeal; chi vuole extra rendimento vedrà con estremo favore i titoli del debito pubblico italiani.

Con toni meno bellicosi del consueto, Donald Trump si è limitato ad annunciare nuove sanzioni, tornando però a chiedere a Teheran di interrompere il programma nucleare e smettere di sostenere il terrorismo internazionale.

Dopo l'incontro di ieri a Istanbul, Erdogan e Putin hanno chiesto la cessazione delle ostilità e colloqui di pace sotto l'egida Onu, proponendo una tregua da domenica.

I leader europei invitano comunque Fayez al-Serraj a non permettere l'ingresso di truppe turche in territorio libico ed evitare qualsiasi accordo con Ankara sul gas naturale.

Giuseppe Conte ha incontrato ieri a Roma il generale Khalifa Haftar e avrebbe dovuto vedere anche al-Serraj, che ha però annullato la tappa romana dopo aver appreso della presenza del leader della Cirenaica, suo avversario.

L'inflazione in Cina di dicembre mostra una variazione nulla su base mensile e un tasso annuo di 4,5%, da confrontare con la mediana delle attese raccolte da Reuters che ipotizzava 0,3% su mese e 4,7% su anno. Inatteso, il rallentamento del tasso annuo va messo in relazione al rientro dei prezzi degli alimentari. Sempre in dicembre, i prezzi alla produzione -- su cui il consensus era di un calo tendenziale di 0,4% -- vedono un rallentamento di 0,5%.

Non c'è tempo per rinegoziare tutti i punti del futuro rapporto tra Bruxelles e Regno Unito entro quest'anno, dice la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, aggiungendo che "tutto cambierà" per le banche dopo il divorzio di Londra dall'Unione. Anche secondo la presidente Bce Christine Lagarde undici mesi potrebbero essere pochi.

Il clima di relativa distensione sul fronte geopolitico nella sfida tra Iran e Stati Uniti determina una correzione delle valute 'safe haven' come yen e franco, spingendo di converso lo yuan cinese ai massimi degli ultimi cinque mesi nei confronti del dollaro.

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