CAFFE’ ESPRESSO

8 novembre 2019 - Tassi in rialzo su ottimismo ...

Ieri un’altra seduta di rialzo per i tassi di interesse europei ed Usa alimentato dall’aumento della propensione al rischio dovuto alle speranze che le due principali economie mondiali, Usa e Cina, gettino le basi per mettere fine allo scontro sui dazi. Pechino ha comunicato di aver concordato con Washington di cancellare in diverse fasi i dazi imposti dai due Paesi negli scorsi mesi, affermando che l'eliminazione delle tariffe era un'importante condizione per qualsiasi tipo di accordo. Tale notizia ha riacceso l'ottimismo degli operatori, dopo il riemergere dell'incertezza seguita alle indiscrezioni secondo cui la firma dell'intesa preliminare potrebbe essere rinviata a dicembre.

La notizia secondo cui Pechino e Washington stanno lavorando per cancellare i dazi imposti reciprocamente, nella prima fase di un accordo che potrebbe mettere fine alla guerra commerciale in corso da 16 mesi, ha spinto le borse in rally e causato un diffuso sell-off sul mercato obbligazionario ieri. Ma gli investitori, durante gli scambi asiatici stanotte, hanno mostrato maggiore prudenza dopo che diverse fonti hanno detto che il piano non è ancora stato messo a punto nei dettagli e trova fieri oppositori tra i consiglieri dentro e fuori la Casa Bianca.

Decisamente negativa la seduta per il Btp ieri, con lo spread oltre i 140 punti base e il tasso a 10 anni che ha terminato a 1,15% sui massimi da fine agosto dall'1,01% dell'avvio, salendo nel corso della sessione oltre il rendimento dell'analogo titolo greco per la prima volta dal 2008 nel giorno in cui la Commissione europea ha aggiornato le stime di crescita, quasi dimezzando quelle per l'Italia nel 2020.

Il differenziale di rendimento Grecia/Italia sul tratto decennale quotava ieri -5,1 pb dai +164 del gennaio scorso. Segno che gli investitori nel corso dell'anno hanno gradatamente perso fiducia nei riguardi dell'Italia, attanagliata da crescita stagnante e debito in rialzo, e concesso un'apertura di credito alla Grecia, da poco emersa dal suo terzo bailout. Le speranze ingenerate dalla nascita del nuovo governo giallo-rosso sono state di breve durata, dicono gli analisti, e il mercato teme ora problemi per la futura tenuta dell'esecutivo.

I ministri delle Finanze dell'Eurozona hanno promesso che prenderanno decisioni equilibrate e responsabili dopo la proposta tedesca, avversata dall'Italia, di introdurre criteri prudenziali per la detenzione di debito sovrano da parte delle banche. Il ministro delle Finanze tedesco vorrebbe che gli accantonamenti delle banche fossero funzione dell'esposizione ai debiti sovrani che non dovrebbero più essere considerati investimenti privi di rischio. Un'idea che preoccupa l'Italia, tenuto conto quanto le banche italiane abbiano tradizionalmente investito nel debito nazionale.

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