CAFFE’ ESPRESSO

29 ottobre 2019 - Inizia la riunione Fed: quasi certo un taglio ...

Operatori molto prudenti in attesa di una settimana che vede in primo piano la riunione della Fed e della Boj. Se guardiamo ai contratti Future Fed Fund, opportunamente trattati, ricaviamo le attese sui Fed Fund: 93% la probabilità di un taglio a 1,50%-1,75% dall’attuale 1,75-2% alla riunione di mercoledì; riunione di dicembre 70% per tassi fermi a 1,50-1,75%; riunione di fine gennaio 50% tassi fermi e 38% taglio a 1,25-1,50%; riunione di marzo 40% tassi fermi e 40% taglio a 1,25-1,50%; identiche a queste ultime le attese per la riunione di aprile. In sostanza molti sono convinti che la Fed taglierà mercoledì e poi ogni mossa sarà legata ai dati macro. In precedenza, il presidente Powell aveva sottolineato il buon andamento dell' economia americana, pur ammettendo il rallentamento della crescita globale e le incertezze derivanti dal conflitto commerciale. Mentre il mercato si fa sempre più ottimista sulle prospettive di un accordo ormai prossimo tra Washington e Pechino sul commercio mondiale, l'agenzia del commercio Usa (USTR) sta valutando se estendere la sospensione dei dazi, in scadenza a fine mese, su 34 miliardi di dollari di beni cinesi.

Mentre l'Unione europea ha acconsentito ieri a posporre la Brexit di tre mesi dalla data prevista del 31 ottobre, il primo ministro inglese Boris Johnson ha ribadito che cercherà di porre fine allo stallo politico con elezioni il 12 dicembre. Ieri, al suo terzo tentativo in questo senso, Johnson ha ricevuto il no della camera dei Comuni al voto anticipato ma ha annunciato che tenterà di riproporre nuovamente la questione utilizzando un percorso legislativo che richieda per essere approvato solo la maggioranza semplice e non quella qualificata. La decisione di acconsentire al rinvio di Brexit al 31 gennaio sarà adottata formalmente oggi dall'Unione europea.

Inizia oggi la due-giorni del Fomc della Fed, con il verdetto sui tassi atteso domani sera che nelle previsioni degli operatori dovrebbe vedere una nuova riduzione di 25 punti base, già prezzata dal mercato. Giovedì sarà poi la volta di Banca del Giappone che dovrebbe però, nelle aspettative, lasciare i saggi di interesse invariati. Secondo quando affermato in un report da S&P, che ha ammonito sugli effetti collaterali negativi del già massiccio programma di stimoli, se Banca del Giappone dovesse decidere di abbassare ancora i tassi, già negativi, le banche regionali nipponiche vedrebbero i loro profitti operativi scendere del 21%.

L'indice core dei prezzi al consumo per la città di Tokyo, un indicatore importante sull'andamento dell'inflazione nipponica in generale, ha registrato un 0,5% su anno in ottobre. Il valore è ben distante dal target del 2% stabilito da Banca del Giappone, che resta dunque sotto pressione per aumentare il già corposo programma di stimoli all'economia.

DATI MACROECONOMICI

USA

Indice CaseShiller prezzi case agosto.

Indice fiducia consumatori Conference Boaed ottobre.

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