CAFFE’ ESPRESSO

11 settembre 2019 - Occhi puntati alla riunione Bce di domani.

Manca un giorno alla riunione Bce (Bund, Irs, Btp e spread sostanzialmente stabili) e le aspettative sono assai variegate: è l’ultima riunione di Draghi e sicuramente metterà in campo nuove misure espansive ma c’è molta incertezza sul tipo di misure e sulla loro portata anche perché la scorsa settimana il sostituto di Draghi, Christine Lagarde, ha raffreddato le attese per interventi molto espansivi. Così il Bund 10 che sembrava avviarsi verso il -1% (minimo a -0,75%) ha invertito rotta portandosi a -0,58%; l’Irs 10 anni da area -0,30% circa sale a -0,15%. Insomma è difficile che la Bce stupisca con effetti speciali: da sempre Draghi si è distinto per la prudenza: se ciò fosse confermato i livelli attuali di molti asset potrebbero incorporare già completamente le decisioni e ciò potrebbe condurre ad una maggior prudenza gli operatori portando anche a prese di beneficio visto i buoni risultati raggiunti dagli asset manager nel 2019; poco probabile che le  si voglia mettere a repentaglio. Tornando alle misure che prenderà la Bce c’è abbastanza consenso sull’annuncio di un taglio dei tassi depo di 10 bps a -0,50% e sulla riapertura del Qe da 20-30 mld mese). Potrebbe esserci un impegno ad abbassare i tassi più avanti nel caso in cui ce ne fosse bisogno. Non è escluso qualche modulazione dei costi di deposito per le banche in modo da ridurre il costo del parcheggio. Si parla a tal proposito di introduzione di un “tiering” vale a dire una rimodulazione, secondo un modello a scaglioni, del tasso sui depositi applicati alla liquidità parcheggiata presso la Bce.

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