CAFFE’ ESPRESSO

14 marzo 2019 - Brexit non sarà senza accordo.

La Camera dei Comuni ha approvato ieri l'emendamento che esclude che il Regno Unito possa uscire dall'Ue con un "no deal". Il voto ha indebolito ulteriormente l'esecutivo di Theresa May, aprendo la strada ad un nuovo voto che potrebbe rinviare la Brexit almeno fino a fine giugno. La deadline per l'uscita è fissata per ora al 29 marzo.

La crescita della produzione industriale cinese è scesa ai minimi da 17 anni negli ultimi due mesi, dimostrando una debolezza che indurrà un ulteriore piano di stimoli da parte del governo. Ma una serie di dati contrastanti usciti stanotte mostrano che gli investimenti immobiliari stanno aumentando e le vendite al dettaglio sono fragili ma stabili.

La giornata di aste di ieri, seppure il Tesoro abbia collocato senza problemi Btp sulle scadenze a tre anni, sette, vent'anni, ha comunque portato ad un leggero aumento dei rendimenti con il 10 anni al 2,58% e lo spread a 250 bps. Continuano a rimanere sui minimi i rendimenti Bund (10 anni 0,06%; Irs 10 0,57%) nonostante qualche segnale incoraggiante sia giunto sia dagli Usa con gli ordini di beni durevoli saliti dello 0,4%, al di sopra del consensus (-0,4%) e del +1,3% precedente (rivisto dal +1,2% inizialmente indicato), sia dall’eurozona con la produzione industriale di gennaio salita dell' 1,4%, superando le stime degli analisti (+1%). Su base annua l' indice si mostra in calo dell' 1,1%, ma comunque meglio del consensus (-2,1%) e della rilevazione di dicembre (-4,2%).

I prezzi alla produzione Usa sono risultati deboli a febbraio, mostrando ieri un incremento annuo al minimo da un anno e mezzo. Si tratta dell'ultimo dei dati che mostrano la mancanza di pressione sul fronte dei prezzi Usa, un'evenienza che supporta l'approccio attendista di Fed rispetto ad un nuovo rialzo dei tassi quest'anno.

L'euro estende i guadagni su dollaro portandosi ai massimi dal 5 marzo intorno a 1,1329. Anche la sterlina si rafforza dopo il voto del parlamento britannico su Brexit balzando di oltre il 2% a 1,3380 dlr a giugno 2018 per poi ripiegare a 1,3315.

DATI MACROECONOMICI

Giappone, banca centrale inizia riunione politica monetaria; termina il 15 marzo.

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