CAFFE’ ESPRESSO

13 marzo 2019 - Stasera voto su Brexit

Secca bocciatura da parte del parlamento britannico all'accordo sulla Brexit raggiunto dalla premier May con la Ue. La sconfitta -- 391 voti contro 242 -- spinge la Gran Bretagna in una crisi ancor più profonda e costringe il Parlamento a decidere se sostenere un'uscita dal blocco senza accordo o cercare un rinvio dell'ultimo minuto. I parlamentari voteranno alle 20 di oggi ora italiana se Londra debba abbandonare la Ue senza un accordo, in uno scenario che i rappresentanti delle imprese avvertono potrebbe determinare una situazione altamente caotica. Se verrà respinto il piano di un'uscita "no-deal", si terrà un altro voto domani sull'estensione della data di addio fissata per il 29 marzo. A questo punto, tutte le opzioni sono possibili: dall'uscita senza un accordo, a un rinvio della data del divorzio, a elezioni anticipate o persino a un nuovo referendum. May ha detto che il governo non darà indicazioni ai parlamentari esponenti del suo partito su come votare.

L’inflazione americana a febbraio sale dello 0,2% mese su mese in linea con le attese mentre a perimetro annuale l’incremento è dell’1,5% contro attese di 1,6%. L’inflazione “core” al netto della componente energetica ed alimentare fresco è risultata pari a 0,1% (attese 0,2%) e 2,1% (attese 2,2%). I dati leggermente inferiori al consenso contribuiscono a mantenere bassi i rendimenti Bond Usa, Bund ed Irs che restano sui minimi di periodo. La dinamica del costo del lavoro (compensi orari +3,4% ai massimi da aprile 2009) per ora non si sta riflettendo sull’inflazione nonostante il bassissimo tasso di disoccupazione al 3,8%. E’ vero che la “core” si sta muovendo in linea con il target Fed, ma è altrettanto vero che l’indice generale ne è distante. Questo potrebbe rendere cauta la Fed nelle sue decisioni di politica monetaria: a tal proposito oggi è previsto un intervento del presidente Fed ma con le attenzioni degli operatori che ormai sono rivolte alla prossima riunione Fed del 19-20 marzo. Il dato sull’inflazione Usa ha indebolito leggermente il dollaro con l’eurousd che si porta in area 1,128. Sul fronte della carta italiana continua ad esserci un po’ di debolezza in vista delle aste a medio lungo termine di giovedì e del verdetto di Moody's sul rating italiano (attualmente 'Baa3') di venerdì anche se ciò non preoccupa troppo alla luce dell'outlook stabile e del recente downgrade di ottobre.

Appuntamento 'clou' con le aste di metà mese in cui il Tesoro mette a disposizione degli investitori un minimo di 6,25 e un massimo di 7,75 miliardi di euro in tre titoli di cui il nuovo Btp a 3 anni, luglio 2022 con cedola 1%, nonché le riaperture dei Btp a 7 e 20 anni.

La Bce calibrerà termini e condizioni delle nuove operazioni Tltro in modo da ridurre la dipendenza delle singole banche dalla liquidità dell'istituto centrale mettendo a punto un nuovo tipo di finanziamento a lungo termine. Le fonti, inoltre, hanno aggiunto che poiché l'economia versa in condizioni migliori rispetto a qualche anno fa, il sostegno sarà meno generoso rispetto alle operazioni precedenti.

Sul fronte macro da segnalare il dato di gennaio della produzione industriale dell'intero blocco per il quale le attese proiettano una lettura a 1,0% su mese e una flessione di 2,1% su anno.

Protagonista della seduta la sterlina che si apprezza in seguito alla turbolenza seguita alla bocciatura del parlamento britannico dell'accordo sulla Brexit. Gli investitori però si preparano per una nuova ondata di volatilità in vista del nuovo voto in agenda per stasera.

DATI MACROECONOMICI

ZONA EURO

Produzione industriale gennaio.

USA

Beni durevoli gennaio

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