CAFFE’ ESPRESSO

8 marzo 2019 - Dopo la Bce, oggi riflettori sui dati occupazionali Usa.

Come previsto, la BCE ha confermato gli attuali tassi di riferimento sui prestiti (refi a zero; rifinanziamento marginale 0,25%) e sui depositi (depo -0,40%) – livelli che sono in vigore dal 16 marzo 2016 - e ha annunciato una nuova serie di misure straordinarie di rifinanziamento destinate alle banche: TLTRO trimestrali  a partire da settembre 2019 e scadenza marzo 2021 (quindi l’ultima scadrà a marzo 2023). Questi provvedimenti di stimolo, serviranno a preservare condizioni favorevoli di finanziamento alle banche. I finanziamenti tradizionali proseguiranno a rubinetto finché sarà ritenuto necessario, almeno fino al marzo del 2021.  La BCE non intende procedere con un drenaggio di liquidità, visto che i reinvestimenti andranno avanti “per un periodo esteso di tempo oltre il momento in cui la BCE inizierà a rialzare il tasso di riferimento". Sulla base delle indicazioni contenute nella nota, "tassi su questi livelli fino alla fine del 2019", Draghi chiuderà il suo mandato senza aver mai alzato il costo del denaro. La nuova serie di aste Tltro che saranno condotte a partire da settembre 2019 fino al marzo 2021 avrà durata 2 anni. In base al nuovo programma di aste, le controparti potranno prendere a prestito fino al 30% dello stock di prestiti idonei alla data del 28 febbraio 2019 a un tasso che sarà indicizzato al tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali per tutta la durata dell'operazione.

I Btp hanno reagito favorevolmente alle decisioni Bce. Lo spread sul Bund ha chiuso ieri a 242 pb da 248 della chiusura di mercoledì, toccando un minimo di seduta a quota 240 nell'immediatezza dell'annuncio. Il tasso sul Btp decennale ha terminato appena sotto il 2,5%, in calo rispetto al 2,62 della chiusura del giorno prima.

La spesa delle famiglie giapponesi a gennaio è aumentata del 2% su anno (l'attesa era -0,4%) e dello 0,7% su base congiunturale (attesa una variazione nulla). Le partite correnti nel mese di gennaio hanno fatto registrare un saldo positivo 600,4 miliardi di yen contro un'attesa di 179,3 miliardi. Il Pil del quarto trimestre è stato rivisto al rialzo a 1,9% annualizzato da 1,4% (attesa 1,8%) e 0,5% su base congiunturale da 0,3%.

Tonfo dell'export cinese, che nel mese di febbraio ha registrato il calo maggiore da tre anni, mentre le importazioni sono scese per il terzo mese di fila segnalando un rallentamento dell'economia nonostante una serie di misure di stimolo.

L'euro ha cominciato a perdere terreno subito dopo le parole di Draghi; ha registrato il calo giornaliero più consistente da giugno 2018 nei confronti del biglietto verde. Il dollaro ha raggiunto invece un nuovo massimo per il 2019 contro un basket di valute, prima di stabilizzarsi. Bene anche lo yen.

DATI MACROECONOMICI

GERMANIA

Ordini all'industria gennaio.

USA

Costo lavoro febbraio.

Tasso disoccupazione febbraio.

Media guadagni febbraio.

 

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