CAFFE’ ESPRESSO

14 gennaio 2019 - Delusione dall'export cinese: i dazi iniziano a farsi sentire.

L'agenzia di rating canadese ha confermato il proprio giudizio sull'Italia a BBB(high), ribadendo l'outlook stabile e mantenendo una distanza di tre gradini dal comparto non investment grade.

A sostegno dell'outlook, scrivono gli analisti, ha contribuito la revisione in senso più conservativo dei target di bilancio da parte del governo che ha evitato l'apertura di una procedura Ue. Altro elemento di supporto, i passi avanti compiuti dalle banche nello smaltimento delle sofferenze.

D'altra parte, la preoccupazione principale di Dbrs è l'assenza di attenzione dell'esecutivo sui problemi strutturali, in un contesto di rallentamento della crescita economica e con prospettive dei conti pubblici che diverranno più complicate l'anno prossimo.

I numeri Eurostat quantificheranno l'ampiezza della correzione della produzione industriale del blocco della valuta unica a novembre, alla luce delle pesanti flessioni registrate nelle principali economie manifatturiere della zona euro per l'impatto delle tensioni commerciali tra Usa e Cina.

Nuovi segnali di debolezza dalla Cina. L'export ha segnato la flessione più marcata da due anni a dicembre, contraendosi di 4,4% su anno dopo la crescita di 5,4% segnata a novembre, mentre le attese erano per un rallentamento della crescita a 3,0%.

La premier britannica May ha avvertito che l'incapacità di dar forma alla Brexit sarebbe catastrofica per la democrazia, appellandosi al Parlamento in vista del voto di domani, che nelle attese dovrebbe bocciare l'accordo sul divorzio raggiunto con Bruxelles.

Il tonfo dell'export cinese alimenta i timori di un rallentamento del ciclo economico mondiale e sostiene lo yen, che tende a sovraperformare nelle fasi di avversione al rischio.

DATI MACROECONOMICI

ZONA EURO

Produzione industriale novembre.

USA

Stima bilancia commerciale novembre

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