CAFFE’ ESPRESSO

28 settembre 2018 - Reazione più che scontata al Def con ...

Il deficit salirà al 2,4% del Pil nei prossimi tre anni. Questo almeno è quanto contenuto nella nota al Def con la presidenza del consiglio che non ha diffuso il quadro programmatico di finanza pubblica.

Reazione più che scontata sui mercati con la borsa italiana peggiore tra le europee e con il rendimento Btp in rialzo di circa 20 centesimi con il rendimento che sale al 3,08%.

I mercati erano posizionati su aumento del 2% ritenuto più che accettabile; conta ben poco cosa fa lo spread o i tassi nel brevissimo, quello che conta è vedere se questa manovra possa convincere i mercati sul fronte della crescita futura. Gli Usa aiuteranno molto l’Italia e l’Italia sta sollecitando l’Europa a riflettere su se stessa: in questo senso il 2019 sarà un anno estremamente importante. Senza una seria discussione su un nuovo modello di governance economica europea, il 2019 può essere un anno drammatico per il progetto europeo. Abbiamo le elezioni, abbiamo la nomina della nuova commissione e poi quella del presidente della Bce. Nel 2019 possiamo trovarci un'Europa migliore, più forte e più equa o un'Europa peggiore, meno forte ed equa. E’ indispensabile una politica fiscale attiva a livello europeo; esistono soluzioni tecniche per rassicurare la Germania dal rischio di doversi accollare i debiti di altri Stati membri. Si potrebbe per esempio concordare un piano di rimborsi a lunghissima scadenza e ai tassi ufficiali praticati, fornendo una garanzia della Bce fino al rientro nel parametro [di debito] del 60% rispetto al Pil. A fronte della garanzia, la Bce potrebbe vedersi riconosciuta in contropartita una ipoteca sul gettito fiscale futuro o di proprietà pubbliche in caso di mancato rimborso di una o più rate (tesi recentemente illustrata da Savona).

Il surplus della Germania deve essere utilizzato per lo sviluppo dei paesi europei: la Germania potrebbe prestare a tassi di mercato con opportune garanzie. La riduzione del surplus permetterebbe ai tedeschi di rientrare nei parametri di Maastricht.

La crescita dell'economia Usa ha messo a segno un'accelerazione nel secondo trimestre al ritmo più rapido di circa quattro anni e in linea con la precedente stima, avvicinando l'economia all'obiettivo annuo dell'amministrazione Trump del 3%. Il Pil ha mostrato un incremento del 4,2% a perimetro annuo secondo i dati diffusi dal dipartimento del Commercio nella terza lettura del dato per il periodo aprile-giugno. Si tratta del ritmo più rapido dal terzo trimestre del 2014 e di una lettura invariata rispetto a quella diffusa ad agosto. Nel periodo gennaio-marzo l'economia statunitense ha messo a segno una crescita del 2,2%.  Nella prima metà del 2018 l'economia è cresciuta del 3,2%. Nel secondo trimestre la crescita ha beneficiato del piano fiscale dell'amministrazione Trump per 1.500 miliardi di dollari. Questo dato unitamente al rialzo dei Fed funds sostiene il dollaro con l’eurousd che scende ad un minimo questa mattina di 1,1620 ben due figure in meno rispetto ai massimi di inizio settimana a 1,182. Oggi verrà reso noto il dato sull’inflazione Pce Usa di agosto.

DATI MACROECONOMICI

GRAN BRETAGNA

Fiducia consumatori settembre

Pil trim2

ZONA EURO

Stima flash prezzi consumo settembre

USA

Indice core Pce agosto.

Indice Pmi Chicago settembre.

Indice fiducia consumatori finale Università Michigan settembre

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