CAFFE’ ESPRESSO

13 settembre 2018 - Giornata di riunioni delle banche centrali: Bce con le nuove ...

In assenza di spunti macroeconomici i tassi “core” sono sostanzialmente fermi mentre i Btp soffrono leggermente per via del calendario di offerta che vede per domani l'appuntamento con il medio e lungo termine in cui il ministero dell'Economia mette a disposizione fino a 7,75 miliardi di Btp a 3, 7 e 30 anni con il debutto del nuovo benchmark novembre 2025. A pesare leggermente sulla carta italiana anche la pressione su Tria in vista della legge di Stabilità. In calo oltre le attese la produzione industriale europea mentre è un tonfo per quella italiana di luglio. Il terzo trimestre si chiuderà con una contrazione congiunturale di 0,9% della produzione industriale, che accentuerà il trend decrescente del primo semestre. Nel primo trimestre la produzione italiana ha registrato un calo di 0,4%, cui è seguita una contrazione di 0,2% nel secondo trimestre. A perimetro annuo nel terzo trimestre la produzione industriale segnerà un calo di 1%, la prima flessione tendenziale all'inizio del 2015. Fattori internazionali (minacce di guerre commerciali, rallentamento dei principali partner e crisi di alcuni Paesi emergenti) si sommano all'incertezza sulle linee di politica economica del governo. In relativa tenuta solo la produzione di beni d'investimento, sostenuta dagli incentivi.

Draghi in conferenza stampa oggi pomeriggio: l'attenzione è per eventuali accenni all'aumento dei rischi sulla congiuntura economica della zona euro, ad esempio in relazione alla disputa commerciale in corso tra Usa e Cina. Scontato un nulla di fatto sui tassi (le attuali stime sono per un primo intervento sulla deposit facility solo nel terzo trimestre del 2019), un accenno di Draghi al peggioramento delle condizioni di crescita potrebbe innescare la speculazione su uno slittamento in avanti dei tempi della chiusura del quantitative easing, attualmente fissata dalla Bce a fine dicembre.

Con la riunione di politica monetaria di oggi arriveranno anche le nuove stime trimestrali dello staff della banca centrale. Le ultime, risalenti a giugno, avevano registrato un taglio per quelle sul Pil e un rialzo invece per quelle sull'inflazione: la crescita della zona euro veniva stimata al 2,1% quest'anno, all'1,9% il prossimo e all'1,7% nel 2020; l'inflazione all'1,7% sia nel 2018, sia nel 2019, sia nel 2020 .

È atteso invariato allo 0,75% il costo del denaro nel Regno Unito al termine del meeting di politica monetaria della Bank of England, dopo il rialzo deciso nella riunione di agosto. Già il comunicato diffuso in occasione del recente rialzo ha segnalato come la banca centrale sia ora in posizione di attesa (in particolare degli sviluppi della trattativa sulla Brexit), con poca fretta di procedere a una nuova stretta . L'ultimo sondaggio Reuters, condotto a inizio mese, conferma la previsione che il prossimo rialzo dei tassi nel paese, all'1,00%, dovrebbe collocarsi nel secondo trimestre del 2019.

Prima del verdetto della Bce arriveranno i dati finali di agosto sull'inflazione in Germania e Francia: si parte da una stima flash (per l'indice armonizzato) rispettivamente di 1,9% e di 2,6% tendenziale, con la Germania quindi appena sotto e la Francia invece largamente sopra il target Bce del 2% . Dati di inflazione sono attesi anche dagli Usa nel pomeriggio, con i preliminari di agosto: l'indice 'headline' è stimato in lieve calo al 2,8% tendenziale dal 2,9% di luglio (in rialzo invece su base mensile a 0,3% da 0,2%), mentre quello 'core' è previsto invariato a 2,4% (0,2% il congiunturale).

Le tensioni commerciali internazionali hanno spinto le aziende Usa, in diverse parti del paese, a ridurre o a posporre gli investimenti. È quanto emerge dal 'Beige Book' pubblicato ieri sera dalla Fed. L'indagine evidenzia che al momento gli effetti dei dazi appaiono modesti, sebbene stiano causando un aumento dei prezzi degli input, specie nel manifatturiero.

DATI MACROECONOMICI

USA

Prezzi al consumo agosto

ASTE DI TITOLI DI STATO

ITALIA

Tesoro offre 2-2,5 miliardi euro Btp 3 anni aprile 2021 cedola 0,05%, 3,25-3,75 miliardi nuovo Btp 7 anni novembre 2025 cedola 2,50%, 1-1,5 miliardi Btp 30 anni marzo 2048 cedola 3,45%.

USA

30 anni.

 

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