CAFFE’ ESPRESSO

27 luglio 2018 - In recupero il dollaro dopo la riunione Bce di ieri.

Francoforte ha confermato, come previsto, i tassi d'interesse al minimo storico: il tasso sul rifinanziamento principale è rimasto fermo a zero, quello sui depositi overnight a -0,40%, quello sui prestiti overnight a 0,25%. Le attese del mercato monetario sono molto ben allineate con quelle del consiglio: le curve prospettiche Ois e tassi Future Euribor vedono un primo ritocco del depo a fine 2019 e per vedere un primo rialzo del refi bisogna aspettare la primavera 2020. Nella precedente riunione, Francoforte ha delineato il percorso che porterà a chiudere il Qe alla fine di quest'anno, con una riduzione degli acquisti a partire da settembre, e ha spiegato che i tassi d'interesse non saranno ritoccati verso l'alto prima dell'estate dell'anno prossimo in un messaggio ribadito anche oggi. Nel comunicato stampa successivo alla fine della riunione odierna, il consiglio direttivo ha ribadito l'impegno a reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza del programma Qe per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario. La stessa cosa fece la Fed quando termino il suo QE. Facendo riferimento ai reinvestimenti dei titoli in scadenza nell'ambito del Qe, il consiglio non ha discusso di questo tema né di quando affrontarlo spiegando che "la regola del 'capital key' resta un punto di riferimento in questo campo. Nel 2019 calcolando cedole e titoli in scadenza la Bce potrebbe procedere con acquisti di 15 mld mese stesso importo che si avrà da settembre a dicembre quando verranno ridotti gli acquisti dagli attuali 30 mld. Certo è che se la regola del capital key venisse in parte modificata l’impatto sui rendimenti eurozona potrebbe essere significativamente diverso. In sostanza la Bce ha ribadito il messaggio veicolato lo scorso 14 giugno spiegando che la propria 'guidance' è molto efficace e che non è necessario modificare le linee guida sui tassi. Sul fronte della crescita Draghi ha ribadito la solidità, anche se restano significative le incertezza legate al contesto commerciale, sottolineando che la Bce sia pronta a rivedere tutti gli strumenti a sua disposizione. Sul fronte inflazione ci sono segnali incoraggianti ma è ancora presto per dichiarare vittoria; c’è convergenza verso il target Bce (2%) ma potrebbe volerci ancora molto tempo ben oltre la fine del QE. Per raggiungere gli obiettivi è necessario ancora un significativo stimolo monetario.

 

Prosegue la tornata d'aste italiane di fine mese. Dopo il collocamento del Btpei e del Ctz, tocca al Bot semestrale, offerto per 6 miliardi contro i 6,5 in scadenza. Ma le attese del mercato sono concentrate sulle aste a medio-lungo di lunedì 30, quando verranno messi a disposizione fino a 7,5 miliardi in titoli a medio-lungo, tra cui fino a 4 miliardi del nuovo benchmark 10 anni dicembre 2028 che staccherà una cedola di 2,8% contro 2% dell'attuale benchmark .

 

Dagli Stati Uniti arriva la stima del Pil relativo al secondo trimestre dell'anno, con stime per un rialzo del 4,1%, dopo un rallentamento maggiore delle attese nel primo trimestre dell'anno, con una proiezione annuale della crescita del 2%. Il Pce relativo al secondo trimestre è visto a 2,0% dal precedente 2,5%, mentre le cifre 'core' al 2,2% dal 2,3%.

 

Rendimenti in rialzo per i titoli del Tesoro Usa, dominati anch'essi dall'attesa del preliminare sul Pil. Ieri attorno alla chiusura, il decennale di riferimento registrava un calo di 10/32 con un tasso a 2,975% e attorno alle 7,40 appare sostanzialmente invariato.

 

 

DATI MACROECONOMICI

 

USA

Stima Pil trim2 attese 4,1%.

Stima core Pce trim2 attese 2,2%.

Finale fiducia consumatori Univ. Michigan luglio attese 97,1.

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