CAFFE’ ESPRESSO

23 luglio 2018 - Inconcludenza ala G20 finanziario.

Il sospetto che il G20 stesse diventando un’occasione di scontro politico molto forte sul tema dazi e indirettamente sul tema valutario è diventata una certezza dopo l’intervento di Trump di venerdì che ha criticato la linea di politica monetaria della Fed, dicendosi preoccupato degli effetti dei rialzi dei tassi e del dollaro forte sull'economia e sulla competitività delle aziende americane. Trump ha poi sottolineato la forte discesa della valuta cinese e l'apprezzamento del dollaro. Prosegue intanto la discesa dello yuan, stamane ai minimi da oltre un anno sul dollaro; la banca centrale cinese ha fissato il punto centrale di oscillazione del cambio 'onshore' in ribasso per la settimana seduta consecutiva, portando alla flessione di oltre mezzo punto percentuale del cambio 'offshore'. Ricordiamo che la bilancia commerciale cinese (dato della scorsa settimana) registra un surplus record verso gli Usa: un assist per Trump.

I  leader della finanza globale hanno invitato domenica a intensificare il dialogo per evitare che le tensioni sul commercio e geopolitiche danneggino la crescita, ma al termine dei due giorni del vertice non hanno trovato un ampio accordo su come risolvere le svariate dispute sulle tariffe commerciali Usa. I ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali delle 20 principali economie mondiali hanno messo in guardia che la crescita, sebbene ancora forte, sta diventando meno armonica e che i rischi al ribasso nel breve e medio termine sono aumentati.

DATI MACROECONOMICI

ZONA EURO

Stima flash fiducia consumatori luglio.

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