CAFFE’ ESPRESSO

26 giugno 2018 - Frena la Germania, mercati in altalena per i dazi, momento delicato.

Il periodo di boom dell'economia tedesca è finito e la Germania si avvia ora ad una fase di crescita più normale. Questo in sintesi il giudizio che emerge dalla lettura dell’indice Ifo relativo alla fiducia delle imprese tedesche, pubblicato ieri,  sceso in giugno a 101,8 punti: un calo cui ha contribuito lo spettro di una guerra commerciale globale e un generalizzato rallentamento dell'economia internazionale. L'incertezza respirata dalle imprese tedesche cresce e le aspettative sull'export hanno subito un ulteriore abbassamento. Il dato relativo alle sole aspettative conferma invece il consenso: c’è però da dire che le rilevazioni Ifo di giugno non riflettono la recente crisi politica che ha investito la coalizione di governo della cancelliera Merkel sul tema dei migranti.

I più recenti dati europei sono comunque risultati sopra le attese (non quelli tedeschi la cui economia patisce più delle altre la guerra dei dazi) mentre quelli Usa sono inferiori. Questo ovviamente deriva dalla formazione delle attese che tendono ad essere sovrastimate nei momenti di accelerazione della crescita e sottostimate nei momenti di rallentamento economico. Il clima di aumento dell’avversione al rischio (borse negative) stanno portando ad una limatura dei tassi euro. In rialzo i rendimenti Btp: il 10 anni sale al 2,79% con lo spread che si allarga a 247 bps; impressionanti sono le variazioni sul 2 anni dove si passa allo 0,96% dallo 0,54% di venerdì. Tutto ciò in una settimana in cui l’Italia dovrà affrontare le aste a medio termine di fine mese. In borsa il settore bancario resta debole dopo che il voto del parlamento europeo per ammorbidire le regole sul capitale delle banche che cedono un significativo ammontare di crediti deteriorati sta incontrando resistenze e potrebbe essere affossato;  sarebbe un duro colpo alle aspettative positive degli istituti italiani. Le banche della zona euro hanno rimborsato anticipatamente alla Bce fondi Tltro2 per 11 miliardi di euro. Secondo indiscrezioni nessun rimborso di liquidità Tltro2 è stato effettuato da unicredit , intesa sanpaolo , banco bpm , ubi banca , bper banca , credito valtellinese e credem.  L'Italia è in grado di ridurre i non performing loan delle banche, ma il governo e le autorità bancarie sono contrari a fissare dei target.

L'aumento dello spread "colpisce le banche, aumentando i costi delle raccolta e consumando capitale per erogare credito all'economia". Gli istituti di credito italiani ed europei, sottolinea Angeloni, sono oggi più solidi e capitalizzati rispetto al pre-crisi ed hanno meno crediti deteriorati in bilancio. In particolare, Angeloni riconosce i "grandissimi progressi" degli istituti di credito italiani nella riduzione degli Npl rispetto agli impieghi, rapporto sceso a fine 2017 a 11,1% dal picco di 17%. Ma la media della zona euro, sottolinea Angeloni, è di 4,9% e questo indica che l'azione di smaltimento degli Npl nel settore bancario italiano vada ancora completata.

La Banca centrale europea acquisterà circa 15 miliardi di euro di bond al mese l'anno prossimo, utilizzando i rimborsi delle obbligazioni comprate nell'ambito del programma di quantitative easing, che terminerà alla fine del 2018.

A livello globale, continua ad essere in primo piano il rischio di una guerra commerciale. In particolare, a mandare in rosso i mercati finanziari sono state le dichiarazioni contraddittorie da parte di esponenti dell'amministrazione Trump riguardo l'imposizione da parte di Washington di limiti agli investimenti stranieri in aziende hi-tech americane, che saranno annunciati venerdì.

Il dollaro perde terreno nei confronti di yen ed euro, appesantito dai timori legati all'intensificarsi della disputa tra gli Stati Uniti e i principali partner commerciali di Washington.

Chiusura in rialzo per i governativi Usa, con gli investitori che cercano di ripararsi dal rischio di una guerra commerciale globale e dalle crescenti divisioni nella zona euro, sia sui temi economici sia su quello dei migranti. Tali elementi potrebbero pesare sulla crescita globale ed indurre Federal Reserve ad astenersi da ulteriori rialzi dei tassi. Lo spread dei rendimenti Usa nel tratto 2-10 anni si è stretto fino a 33 pb, minimo dal 2007, complice la forte domanda verso le scadenza più lunghe in una fase di avversione al rischio.

DATI MACROECONOMICI

USA

Fiducia consumatori giugno

ASTE DI TITOLI DI STATO

ITALIA

Ctz scadenza 30/3/2020; Btpei scadenza 15/5/2023 e scadenza 15/9/2041.

Gran Bretagna, Gilt 2037, cedola 1,75%.

USA

Washington, 2 anni.

Etichette: Aritmatica, Caffé Espresso |

I commenti sono chiusi.