CAFFE’ ESPRESSO

14 giugno 2018 - Fed ieri, Bce oggi, BoJ domani: la settimana delle banche centrali.

La carta italiana dimostra di avere sempre una notevole attrazione per gli investitori. L’asta è andata molto bene: è stato collocato quasi il massimo della forchetta. Anche la parte a breve su cui c’era qualche timore viste le recenti forti oscillazioni, è stata accolta bene anche perché è l’unico su quella scadenza ad offrire un rendimento positivo tra i Paesi Ue. I prezzi in asta dei quattro titoli sono stati più alti dei prezzi di mercato. Ovviamente sensibile il rialzo per i rendimenti dei Btp a 3, 7 e 30 anni. Dopo la crisi politica italiana si è registrato un calo notevole della liquidità sui Btp sia in termini di volumi che di spread: ora sembrano tornare gli investitori. E' probabile che da parte del nuovo governo ci sia un atteggiamento di contrasto con l'Ue sul bilancio e sull'immigrazione. Il tema saranno i giudizi delle agenzie di rating. La giornata vede ancora un recupero dei Btp e la borsa italiana, con le banche, sovraperformare le altre piazze europee. Netto il rientro del 2 anni (0,82%), il 10 anni al 2,76% e lo spread si attesta sotto i 230 bps.

Una parte del mercato crede che possano arrivare indicazioni formali sul percorso di chiusura del Qe dalla riunione di oggi della Bce. La Bce ha finora evitato di impegnarsi su date precise. Ma dopo le recenti dichiarazioni di tono restrittivo di diversi suoi esponenti, in particolare Praet, secondo cui Francoforte discuterà nel meeting di giugno se ridurre progressivamente gli acquisti, si è cominciata a prezzare la possibilità che la banca centrale fornisca già ora un segnale più preciso. E’ tuttavia da considerare che le ultime indicazioni sul fronte della crescita sono state deboli e quindi non è da escludere che la Bce voglia aspettare luglio, quando saranno disponibili anche le nuove previsioni macro, per fornire indicazioni chiare e definitive sulla fine del QE.

Sul fronte tassi, le aspettative sono per un primo intervento sulla deposit facility nel secondo trimestre del 2019 (probabilmente a giugno) e per un rialzo di quello principale nel trimestre successivo.

La Fed come ampiamente scontato ha alzato i Fed Fund a 1,75%-2% e ha annunciato altri due aumenti per un totale di 4 nel 2018 e altri 3 nel 2019. Definisce inoltre la crescita economica solida mentre prima l'aveva descritta come moderata e ribadisce che la politica monetaria resta accomodante.

La Banca del Giappone inizia il proprio meeting di politica monetaria che si concluderà venerdì mattina.

DATI MACROECONOMICI

USA

Vendite al dettaglio maggio

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Zona Euro, riunione Consiglio Bce a Riga; seguono annuncio tassi (13,45) e conferenza stampa Draghi (14,30).

ASIA

Giappone, Bank of Japan inizia riunione di politica monetaria; termina il 15 giugno.

 

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