CAFFE’ ESPRESSO

17 maggio 2018 - Petrolio in rialzo, inflazione più alta, tassi in salita.

L’inflazione europea di aprile conferma le attese (0,3% mese; 1,2% anno) anche a livello di “core” (0,2% ; 1,1%). Il recente rialzo dei prezzi del petrolio e la debolezza dell’euro potrebbero aiutare l’inflazione a salire verso livelli superiori anche se l’obiettivo della Bce (2%) resta lontano. L’inflatione attesa tra 5 anni a cinque anni (forward inflation 5y5y), parametro seguito dalla Bce in quanto misura dell’inflazione attesa sul lungo periodo, proprio per le considerazioni su petrolio e dollaro, è salita ai massimi degli ultimi tre mesi (1,74%). Il Bund 10 è allo 0,64%  con l’Irs all’1,09%. Sul fronte Usa il Bond 10 si conferma appena sotto il 3,10% livello raggiunto ieri dopo alcuni incoraggianti dati macro. Qualche tensione si registra sulla carta italiana legata a timori che il nuovo possibile governo possa essere poco europeista: il rendimento Btp sale sopra il 2% e lo spread è a 140 bps; nulla di preoccupante se pensiamo che che a febbraio il decennale era al 2,16% e che la media 2018 finora è dell’1,96% con quella 2017 al 2,08%. Per quanto riguarda lo spread era sopra 160 a gennaio e la media 2018 è sui livelli attuali con quella 2017 a 1,71%. Nulla di allarmante anche perché c’è aperto l’ombrello del QE Bce. La borsa italiana perde circa 1% con quelle Ue piatte: pesa il settore finanziario per paura di un potenziale impatto negativo sui bilanci bancari che potrebbe avere un pesante calo dei corsi Btp e che possa riemergere la proposta europea sul limite di detenzione di titoli governativi del proprio Paese da parte delle banche.

Etichette: Aritmatica, Caffé Espresso |

I commenti sono chiusi.