CAFFE’ ESPRESSO

8 maggio 2018 - Il rallentamento dell'economia Ue comprime i tassi.

La fiducia degli investitori della zona euro a maggio ha segnato un deterioramento per il quarto mese consecutivo, portandosi al livello più basso da febbraio 2017, penalizzata dai timori per la possibile introduzione di dazi Usa e per una spirale protezionistica. L'indice Sentix è sceso a 19,2 da 19,6 di aprile: la flessione è dovuta sia ad aspettative economiche più basse sia a una valutazione leggermente più debole delle condizioni attuali. In calo ai minimi da settembre 2016 l'indicatore Sentix relativo alla sola Germania, anche in questo caso per il quarto mese di fila. Si conferma quindi il rallentamento dell’economia Ue rispetto alle attese e ciò, unitamente alla rilevazione dell’inflazione di aprile inferiore al consenso potrebbe rendere più cauta la Bce nell’annunciare cambiamenti della sua politica monetaria: potrebbe in sostanza slittare a settembre l’annuncio di modifiche al QE e alla “guidance”. Sui tassi tutto ciò ha impedito fughe verso l’alto che sarebbero state favorite dal netto rialzo dei tassi americani; oggi si assiste ad una leggera limatura per i tassi Ue ma assai poco significativa. Invece significativa appare la tenuta dei Btp nonostante le difficoltà politiche.

Da Via Nazionale la statistica mensile di aprile sull'esposizione degli istituti di credito nazionali ai finanziamenti Bce, sia a sette giorni sia a lungo termine, insieme al dato relativo all'indebitamento Target2. Il confronto andrà ai numeri di marzo: un totale di 250,403 miliardi dei quali circa 250 miliardi a lungo termine e soltanto 425 milioni a sette giorni. Quanto al passivo di Target2, l'aggregato di marzo ha mostrato una lieve flessione rispetto al record storico di febbraio, portandosi a 442,457 miliardi.

Appuntamento clou sul fronte macro i numeri sulla produzione industriale tedesca di marzo.

Quotazioni in caduta di oltre 1% per i derivati sul greggio, per quanto a livello assoluto non lontane dai massimi da fine 2014, in un mercato che paventa Donald Trump possa sciogliere l'accordo sul nucleare con l'Iran. A detrimento dei prezzi anche la forza del dollaro, sui record del 2018.

DATI MACROECONOMICI

GERMANIA

Produzione industria marzo

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