CAFFE’ ESPRESSO

9 marzo 2018 - I dazi preoccupano e pesano più dell'annuncio dell'incontro tra Usa e Corea del Nord.

Borse asiatiche positive sulla notizia di un possibile incontro tra Trump e Kim Jong Un; mossa che sa molto di marketing da parte di Trump per distogliere l’attenzione dall’introduzione di dazi. Più titubanti le borse europee che più concretamente guardano al tema dei dazi che potrebbe avere effetti significativi sulla crescita globale.

I Btp ripartono da 135 punti base di spread su Bund e da 1,98% di tasso decennale dopo la seduta positiva di ieri. Gli annunci della Bce e le parole di Draghi -- di tono restrittivo ma nel complesso caute, soprattutto sulle prospettive dell'inflazione -- hanno innescato nel pomeriggio un rally sui bond periferici, che ha portato il rendimento italiano di riferimento ai minimi da metà febbraio, e il divario su Germania fino a 134 punti base.

Francoforte ha eliminato l'impegno a incrementare l'importo mensile del Qe, compiendo un piccolo passo verso l'abbandono dello stimolo monetario ma riservandosi la possibilità di prolungare il programma oltre l'attuale termine. Sostanzialmente invariate rispetto a dicembre le proiezioni trimestrali di crescita e inflazione della zona euro fornite dalla Bce: cambia la stima 2018 sul Pil della zona euro, a 2,4% da 2,3%, e quella sull'inflazione del 2019, a 1,4% da 1,5%.

Bankitalia pubblica la statistica di gennaio su sofferenze, depositi e impieghi delle banche italiane, insieme al dato sui titoli di Stato nazionali detenuti dagli istituti operanti nel paese. Per quel che riguarda i crediti deteriorati, il dato odierno andrà confrontato con i 167,200 miliardi lordi (in calo tendenziale di 10,4%) e 64,400 miliardi netti di dicembre. Quanto al portafoglio di governativi in pancia alle banche operanti in Italia, dicembre ha fatto registrare una flessione a 323,993 miliardi, minimo da agosto 2012.

Sul fronte macro l'attenzione sarà tutta per i dati sul mercato del lavoro relativi a febbraio, fondamentali per capire se nel 2018 i rialzi dei tassi da parte della Fed saranno più dei tre attualmente previsti dall'istituto centrale Usa. Le attese sono per un aumento di 200.000 unità dei posti di lavoro non agricoli, come in gennaio, e per un tasso di disoccupazione in ulteriore calo al 4,0% dal 4,1%.

Trump va avanti e firma i dazi del 25% sulle importazioni di acciaio e del 10% sull'alluminio, escludendo però Messico e Canada e offrendo la possibilità di esenzioni anche per altri alleati, compiendo un passo indietro rispetto alla posizione iniziale del "nessuna eccezione". Le nuove tariffe entreranno in vigore tra 15 giorni. Trump ha invitato le imprese produttrici a trasferire gli impianti negli Usa, ma l'iniziativa continua a registrare contrarietà anche all'interno dello stesso Partito repubblicano, per il timore di contromosse protezionistiche da parte di altri paesi, che potrebbero nuocere all'economia Usa.

Trump si è detto pronto a incontrare il leader nordcoreano Kim Jong Un: avverrebbe entro maggio il primo faccia a faccia tra i due che potrebbe fare da punto di svolta nei rapporto e nelle tensioni nucleari tra Washington e Pyongyang.
La banca centrale ha lasciato invariata la politica monetaria al termine del proprio meeting, confermando come atteso il target di -0,1% per i tassi a breve e di zero per quello sui titoli di Stato decennali. La banca centrale reitera la propria visione positiva sull'economia, segnalando la convinzione che la linea ultra espansiva adottata riuscirà a ricondurre l'inflazione verso il target. Ma il governatore Kuroda utilizzerà probabilmente la conferenza stampa per rassicurare i mercati che la banca centrale non ha particolare fretta di avviare la fase di riduzione dello stimolo, anche se dall'ultimo sondaggio Reuters emerge che il 40% degli economisti interpellati in un sondaggio Reuters si aspetta quest'anno un rialzo del target sui rendimenti decennali.

Sempre in Giappone la spesa delle famiglie è aumentata dell'1,9% su anno in gennaio. Il dato, che incorpora alcuni cambiamenti nella metodologia di calcolo, segna un inatteso rimbalzo rispetto al -0,1% di dicembre; le stime degli economisti erano per un nuovo e più ampio calo, dell'1,2%.

Sale ai massimi da novembre 2013 l'inflazione cinese che nell'ultimo mese si è portata al 2,9% tendenziale: un dato superiore alle attese di 2,5% e ampiamente più sostenuto rispetto all'1,5% di gennaio. Di fatto risulta già centrato l'obiettivo "attorno al 3%" fissato per il 2018 dalla banca centrale all'inizio di questa settimana, analogo a quello dell'anno scorso. L'indice dei prezzi alla produzione, sempre in febbraio, segna un incremento del 3,7% su anno, contro attese per un 3,8%: si tratta del dato più debole da 15 mesi, su cui ha pesato la crescita più debole dei costi delle materie prime e degli altri input, dopo il +4,3% del mese precedente.

Prezzi petroliferi in rialzo sulla notizia del possibile incontro tra Trump e Kim Jong Un, che potrebbe segnare un primo passo concreto di distensione dopo anni di tensione crescente in Asia.
Effetto Trump-Corea del Nord anche sul mercato valutario, con il dollaro che sale sullo yen, la valuta tipicamente guardata come rifugio durante tutto il periodo di tensione legato al programma nucleare di Pyongyang. Lo yen cede anche sull'euro: euro/yen a 131,43/45 da 130,76. Euro/dollaro stabile a 1,2317/18 da 1,2310 dell'ultima chiusura, dopo un calo dello 0,8% ieri.

DATI MACROECONOMICI

GERMANIA
Produzione industriale gennaio

USA
Nuovi occupati febbraio (14,30).
Costo lavoro febbraio (14,30).
Tasso disoccupazione febbraio (14,30) - attesa 4,0%.
Media guadagni febbraio (14,30) - attesa 0,2% m/m; 2,8% a/a.
Media ore lavorate febbraio (14,30) - attesa 34,4.
Revisione scorte ingrosso gennaio (16,30) - attesa 0,7% m/m.
Vendite ingrosso gennaio (16,30) - attesa 0,7% m/m.

BANCHE CENTRALI
ITALIA
Banca d'Italia pubblica dati su depositi, impieghi, sofferenze bancarie di gennaio e titoli Stato italiani detenuti da banche operanti in Italia a fine gennaio.

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