CAFFE’ ESPRESSO

12 gennaio 2018 - Bce pronta a cambiare la "forward guidance": tassi in salita insieme all'euro.

Ad inizio settimana la decisione della banca centrale giapponese di di ridurre gli acquisti di governativi a lungo termine ha fatto riprendere il cammino all’insù dei tassi, cammino che era iniziato prima di Natale a ruota di una pletora di dati positivi e dell’approvazione della riforma fiscale Usa. A ciò si aggiungano le voci (poi smentite) secondo cui la Cina potrebbe rallentare se non addirittura interrompere gli acquisti di Treasury ed infine oggi la pubblicazione delle minute dell’ultima riunione Bce che apre ad una possibile revisione dei futuri toni dei messaggi (forward guidance). La banca centrale segnala  l'intenzione di rivedere in senso restrittivo la formulazione delle linee guida di politica monetaria nei primi mesi di quest'anno, adattandole al migliore contesto economico.

Le conseguenze del verbale – anche se sostanzialmente aggiunge ben poco a quanto era ipotizzabile - sono ben visibili sui tassi europei che salgono anche oggi: Il Bund 10 è allo 0,52% e l’Irs 10 allo 0,98%.

La carta italiana performa meglio della tedesca nonostante le giornate di aste del Tesoro: lo spread si restringe leggermente (153 bps). Sul fronte macro ai recenti dati positivi si aggiunge la produzione industriale europea che a novembre è salita dell’1% a livello congiunturale e del 3,2% tendenziale. L’euro approfitta dei verbali per rafforzarsi mentre le borse sopportano bene i rialzi dei tassi.

In tarda serata Dbrs si pronuncerà sul rating sovrano italiano, prima tra le grandi agenzie a farlo nel 2018. Dbrs ha attualmente una valutazione BBB (high), con trend stabile.
Tra i dati Usa del pomeriggio, attenzione ai numeri sull'inflazione di dicembre, sempre fondamentali in chiave Fed. Il consensus è per una crescita tendenziale dei prezzi al consumo del 2,1%, inferiore anche se di poco a 2,2% di novembre (+0,2% da +0,4% la stima per il congiunturale). Per quel che riguarda l'indice 'core' è invece atteso un dato stabile all'1,7% su anno (in questo caso con una live accelerazione della crescita mensile, a +0,2% da +0,1%).

Sorprendono le palesi critiche alla riforma fiscale varata dall'amministrazione Trump che sono arrivate dal presidente della Fed di New York, uno degli esponenti più influenti della banca centrale Usa. Dudley ha avvertito che i tagli alle tasse mettono il Paese su un sentiero fiscale instabile che in futuro potrebbe mettere in pericolo la stabilità dell'economia. "L'economia sta vivendo un momento considerevolmente positivo, la politica monetaria è ancora accomodante, le condizioni finanziarie favorevoli e dalla politica fiscale è atteso uno stimolo. Ma ci sono significative nuvole di tempesta su un orizzonte più lungo" ha affermato, ribadendo peraltro l'opportunità per la Fed di procedere con rialzi graduali dei tassi di interesse.

Quotazioni del greggtio in discesa stamane dai massimi da dicembre 2014 registrati nella seduta di ieri. Da inizio anno analisti e operatori continuano a segnalare il rischio di una correzione al ribasso dei prezzi, ma allo stesso tempo confermano che il quadro generale del mercato rimane forte, grazie soprattutto alla prosecuzione dei tagli produttivi da parte dell'Opec e della Russia.

DATI MACROECONOMICI

USA
Prezzi consumo dicembre  - attesa 0,2% mese indice generale, 0,2% mese e 1,7% anno tasso 'core'.
Vendite dettaglio dicembre - attesa 0,4% mese escluso settore auto.
Scorte industria novembre - attesa 0,3% mese.

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