CAFFE’ ESPRESSO

21 dicembre 2017 - Balzo verso l'alto dei tassi dopo l'approvazione della riforma fiscale Usa.

La Camera Usa ha approvato definitivamente la riforma fiscale dopo che questa aveva già ottenuto nelle prime ore di ieri il via libera del Senato. Ora al provvedimento manca solo la firma del presidente Trump che, secondo la Casa Bianca, potrebbe arrivare già domani o nella prima settimana del nuovo anno. La riforma è la più grande a livello fiscale negli Usa negli ultimi 30 anni, con un costo stimato di 1.500 miliardi di dollari nel prossimo decennio.

Si tengono oggi le elezioni regionali in Catalogna che, nelle speranze di molti, potrebbero risolvere una delle più gravi crisi istituzionali della Spagna moderna, dopo il tentativo unilaterale indipendentista dell'autunno, guidato dall'ex presidente del governo locale Carles Puigdemont, poi destituito da Madrid. Ma l'esito del voto appare incerto e i sondaggi danno il fronte indipendentista e quello unionista sostanzialmente appaiati, con il probabile risultato di un nuovo parlamento senza una chiara maggioranza.

Tra i dati odierni spicca la lettura finale del Pil del terzo trimestre.

Politica monetaria invariata al termine della riunione della Banca del Giappone. Nonostante i segnali di forza che giungono dall'economia, ma con un'inflazione ancora lontana dal target del 2%, l'istituto centrale segnala di non voler affrettare i tempi dell'avvio del percorso di riduzione dello stimolo. Come largamente atteso il target sui tassi a breve è stato confermato a -0,1% mentre quello sui rendimenti decennali attorno allo zero. La BoJ ha comunque migliorato la propria valutazione su consumi privati e spesa per investimenti, confermando l'ottimismo sulle prospettive della ripresa giapponese.

Netto balzo verso l’alto dei tassi guida europei (circa 10 cent.): il Bund 10 sale allo 0,41% con l’Irs 10 a 0,9%. Equivalente rialzo per il Bond Usa 10 al 2,51%. Sale anche la parte a breve dei Bund mentre quella Irs resta ferma condizionata dalla Bce in modo più diretto. Ancor maggiore il rialzo dei rendimenti Btp con il 10 anni a 1,96%: si allarga ancora lo spread Btp – Bund a 154 bps. Il netto rialzo dei tassi è partito dagli Usa complice la riforma fiscale. Anche se è incerto l’effetto della riforma sulla crescita è indubbio che ci sarà e sarà più significativo nel 2018-2019. Questo potrebbe costringere la Fed ad agire già a marzo con un rialzo: quello che è certo che deficit e debito aumenteranno con pressione sulla sostenibilità dei conti pubblici. Da ogni lato la si guardi, stanno aumentando le pressioni al rialzo sui tassi Usa e ciò, come si è visto ieri, non lascierà indifferenti quelli europei. Si aggiunga che gli ultimi dati macro dimostrano una crescita sostenuta e diffusa a livello globale e ciò ha portato ad una revisione al rialzo delle stime della Bce e in parte della Fed. Ricordiamo che la crescira Usa nel terzo trim. è cresciuta al 3,3% annualizzato (oggi dato finale), sopra il 3% per il secondo trimestre consecutivo mettendo a segno la performance più brillante da tre anni a questa parte. L’Italia patisce per i soliti motivi e da oggi si chiude momentaneamente l’ombrello del QE Bce (sospesi gli acquisti dal 21 al 29 compresi): se qualche hedge fund ha nel mirino l’Italia, quale più ghiotta occasione (finora tutti i tentativi si erano infranti contro il muro Bce).
DATI MACROECONOMICI

ZONA EURO
Stima flash fiducia consumatori dicembre.

USA
Pil finale trim3
Pil, vendite finali trim3
Indice prezzi 'pce' finale trim3

Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali
Leading indicator novembre

ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Tesoro annuncia tipologia e quantitativi Btp e Ccteu in asta il 28 dicembre.

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