CAFFE’ ESPRESSO

4 dicembre 2017 - Potenziali effetti della riforma fiscale Usa su dollaro, tassi e borse.

Gli Usa condizionano, non è una novità, i mercati. La voce di un’accelerazione sulle indagini Russiagate avevano fatto stornare velocemente le borse venerdì pomeriggio mentre oggi le stesse reagiscono bene al via libera del senato Usa al progetto di riforma fiscale il cui passaggio alla camera appare scontato entro fine anno.

La riforma fiscale ha il pregio di rendere più competitive le imprese Usa (l’impatto su WS dovrebbe essere positivo) ma ha anche il difetto di aumentare il deficit: c’è da chiedersi cosa impatterà di più sul dollaro e sui tassi  e con quale tempistica. Tendenzialmente all’inizio il dollaro dovrebbe trarre vantaggio (se l’economia si surriscalda la Fed alzerà i tassi) per poi lasciare spazio a considerazioni sui conti pubblici. Sui tassi un’economia più forte, un possibile rialzo dei tassi, le borse che salgono e un peggioramento nei conti pubblici spingono all’unisono verso tassi più alti. A parziale sostegno di ciò lo spread tra decennali Usa-Bund sale a 207 bps, sui massimi di sempre se si esclude una momentanea puntata a 230 in concomitanza con la crisi greca.

In una giornata povera di spunti sul fronte macro, l'unico indicatore di rilievo è l'indice Sentix relativo a dicembre. Per la statistica che misura il clima di fiducia tra gli investitori della zona euro le attese convergono su un lieve calo a 33,6 da 34 di novembre, record da oltre 10 anni.

Da monitorare eventuali sviluppi sul fronte politico dopo l'incontro di giovedì sera tra il presidente della Repubblica, il partito di Angela Merkel, la Csu e l'Spd.

DATI MACROECONOMICI

ZONA EURO
Indice Sentix dicembre

USA
Indice manifatturiero Ism New York novembre
Ordini industria ottobre

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