CAFFE’ ESPRESSO

24 novembre 2017 - Spaccatura all'interno del comitato esecutivo Bce sul QE.

Si preannuncia un'altra seduta dai volumi ridotti sull'obbligazionario; la festa del Ringraziamento è seguita oggi dalla chiusura anticipata dei mercati sulla piazza Usa, in un clima destinato a rimanere decisamente festivo. Il mercato italiano, comunque, continua a dare prova di tenuta, sempre prossimo ai massimi da circa un anno visti a inizio mese, trovando sostegno anche nel progressivo assottigliamento dell'offerta previsto per le prossime settimane.

La fiducia delle imprese tedesche è il dato più rilevante di una giornata non ricchissima di spunti macro, come del resto non lo è stata l'intera settimana. L'indice Ifo di novembre è previsto pressoché invariato. Nel pomeriggio, dagli Usa, arriveranno le stime flash sui Pmi manifatturiero, servizi e composito di novembre: per l'indice manifatturiero in particolare le stime indicano un lieve incremento a 54,8 punti dai 54,6 di ottobre.

Prosegue la fase di stallo politico in Germania: dopo il nulla di fatto dei negoziati tra Conservatori, Liberali e Verdi su un'alleanza di governo.

Il dollaro è in marginale flessione nei confronti del paniere di controparti principali e appare impostato ad archiviare la seduta registrando un calo settimanale, per effetto delle preoccupazioni sulla debolezza dell'inflazione emerse dai verbali Fed, che potrebbero limitare le strette sul costo del denaro l'anno prossimo.

Nel meeting Bce di ottobre c'è stato un ampio consenso tra i membri del board nell'estendere la durata del programma di Qe, ma non è mancato un dibattito sulla decisione di mantenere il programma aperto. E' quanto emerge dai resoconti della riunione di politica monetaria dello scorso 26 ottobre, in cui è stato deciso di estendere il Qe fino a settembre 2018 (con acquisti ridotti a 30 miliardi mensili a partire dal prossimo gennaio) confermando inoltre la possibilità di prolungare ulteriormente il programma in caso di necessità. Una data di conclusione era vista (da alcuni) come ben giustificata in previsione di ulteriori progressi verso un sostenuto aggiustamento del percorso dell'inflazione, sulla base di una fase di crescita migliore delle attese, di rischi in diminuzione e della prosecuzione di condizioni di finanziamento favorevoli per l'economia reale. Alcune preoccupazioni sono state inoltre espresse sul fatto che la natura aperta del programma di acquisto asset possa generare aspettative di ulteriori estensioni. I favorevoli a una data di chiusura certa hanno sostenuto che, anche se tale opzione non era attesa dai mercati, la reazione sarebbe stata limitata e in ogni caso l'economia sarebbe in grado di affrontare condizioni creditizie meno favorevoli dato il solido passo di crescita.

Inoltre, alcuni esponenti del board hanno ipotizzato che la Bce non dovrebbe più legare i propri acquisti di asset al passo dell'inflazione e dovrebbe invece fare riferimento all'impostazione più generale della politica monetaria.

Quanto emerso dal resoconto del meeting sembra dunque segnalare una divisione all'interno del Direttivo della banca centrale e suggerisce che ogni eventuale proposta di estendere ulteriormente il Qe troverebbe opposizione anche qualora non venisse raggiunto nei prossimi anni il target di inflazione del 2%.

Nei verbali la Bce chiarisce anche che gli acquisti di corporate bond non saranno ridotti in proporzione al taglio complessivo che l'intero programma subirà da gennaio.

Parlando invece di economia la banca centrale evidenzia rischi positivi nel breve termine per la crescita economica della zona euro.

DATI MACROECONOMICI

GERMANIA
Indice Ifo novembre.

USA
Markit, stima flash Pmi novembre

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