CAFFE’ ESPRESSO

16 novembre 2017 - Preoccupazioni crescenti sull'Italia che per ora non si ripercuotono sui Btp.

Dopo alcune giornate difficili oggi i mercati azionari sono positivi. Il rischio è che la bassa volatilità possa amplificare i movimenti. Il settore bancario, specie quello italiano, dopo aver corso negli ultimi mesi, è in fase di correzione. A pesare la discussione sui Npl.

Si stabilizzano i tassi Bund e Irs dopo i cali deglle ultime sedute dovuti all’aumento dell’avversione al rischio. C’è sempre qualche situazione che interviene a bloccare la ripartenza dei tassi: una volta sono le parole di Draghi, un’altra le tensioni internazionali, un’altra ancora il calo delle borse e dei bancari.

La reazione dei Btp è da valutare positivamente visto che il rialzo del decennale è di appena qualche centesimo, con lo spread che comunque sale a 145 dopo i minimi di 137 della scorsa settimana (il Btp 10 segnò 1,71% contro 1,83% di oggi). In effetti poteva andare decisamente peggio per i titoli italiani visto anche il crescere delle tensioni con l’Europa sul tema dei conti pubblici.

L’inflazione Usa di ottobre a livello “core”, quella più seguita dalla Fed, è salita più del previsto così come hanno stupito le vendite al dettaglio  che invece hanno mostrato un inatteso incremento a ottobre (0,2% su mese e 4,6% su anno). I dati mostrano un'inflazione di 0,1% su base mensile - ben al di sotto dello 0,5% di settembre - e un tasso annuo a 2% da 2,2% del mese precedente, risultati in linea con il consenso. Al netto di alimentari freschi ed energia, le componenti più volatili, l'inflazione di ottobre risulta pari a 0,2% su mese da 0,1% in settembre grazie ai rincari degli affitti, della sanità, del tabacco e di altre categorie di merci e servizi. L'incremento dell'indice 'core' su base annua è di 1,8%, un decimo oltre le attese e la lettura di settembre, ferma a 1,7% per il quinto mese consecutivo. La lieve accelerazione dell'indice 'core' sarà guardata con favore da Federal Reserve, che si è finora detta leggermente preoccupata di un'inflazione di fondo che non riparte.

Tra i dati macro in agenda il focus va ai numeri finali sui prezzi al consumo della zona euro di ottobre, che dovrebbero confermare il quadro di un'inflazione ancora incapace di avvicinarsi stabilmente al target Bce del 2%. Numerosi i dati Usa del pomeriggio: produzione industriale e manifatturiera, sussidi e indice Philly.

Atteso l'intervento a diversi eventi di esponenti della Bce, fra cui Praet (capoeconomista). In serata numerosi interventi di membri Fed.
Prezzi petroliferi in lieve salita questa mattina.

DATI MACROECONOMICI

GRAN BRETAGNA
Vendite al dettaglio ottobre

ZONA EURO
Inflazione finale ottobre

USA
Nuove richieste settimanali sussidi disoccupazione
Indice Fed Filadelfia novembre
Produzione industriale ottobre

ASTE DI TITOLI DI STATO
Francia, Oat 25/4/2020 cedola 3,50%, Oat 25/3/2023 cedola 0%, Oat 25/5/2025 cedola 0,50%; Oatei 1/3/2021, Oatei 25/7/2024, Oatei 25/7/2047.
Gran Bretagna, Gilt 2027, cedola 1,25%.
Spagna, 31/1/2021 cedola 0,05% (3 anni), 31/10/2022 cedola 0,45% (5 anni); 31/10/2027 cedola 1,45% (10 anni) e 30/7/2066 cedola 3,45% (50 anni).

USA
10 anni, scadenza 15/7/2027.

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