Caffé Espresso

Una tazzina di notizie finanziarie

20 settembre 2019 – Al nuovo tltro III le banche europee tirano solo …

Le banche della zona euro hanno chiesto appena 3,4 miliardi di euro di finanziamenti a lungo termine nell'ambito della prima finestra della terza edizione di finanziamenti a lungo termine. Il nuovo Tltro III la scorsa settimana ha visto le condizioni migliorare da parte della Banca centrale europea. I costi sono stati ridotti di 10 punti base, con un rendimento finale di poco superiore a quello del tasso di riferimento (oggi allo 0%), ma che puo'' scendere anche al livello del tasso sui depositi (al -0,50%). Questo unitamente al quantitative easing che partirà a novembre, sta facendo aumentare la propensione al rischio; a creare qualche tensione sono i rischi geopolitici legati a Brexit, dazi e medio oriente. Sui primi due aspetti la sensazione è che gli operatori inizino ad essere assuefatti e attendano passivamente senza eccessiva preoccupazione lo svolgersi degli eventi. La Banca d'Inghilterra ha detto che l'incertezza derivante dalla Brexit sta provocando un rallentamento nella ripresa dell'economia britannica, nonché danni alla produttività, e che la mancanza di un accordo entro il 31 ottobre potrebbe portare a ulteriore debolezza. I nove esponenti del board hanno votato tutti a favore del mantenimento dei tassi allo 0,75% e hanno ribadito l'allarme che lasciare l'Ue senza un accordo rallenterebbe la crescita e provocherebbe un aumento dei prezzi. Ma hanno anche sottolineato per la prima volta più nel dettaglio i danni che deriverebbero in caso di un rinvio dell'addio di Londra dal blocco, dopo che il parlamento ha votato per chiedere al premier Boris Johnson di posticipare la Brexit se non riuscisse a giungere a un'intesa con Bruxelles a breve. Gli eventi politici potrebbero portare a un ulteriore periodo di forte incertezza ha detto il presidente della BoE, più queste incertezze durano, soprattutto in un contesto di rallentamento della crescita globale, più è probabile che la crescita della domanda resti al di sotto del potenziale, aumentando l'eccesso di offerta. Se Londra dovesse pervenire a un addio morbido alla Ue, tornerebbe all'obiettivo di lungo termine di alzare i tassi di interesse in modo limitato e graduale, supponendo che la crescita globale si riprenda un po'. L'approccio della BoE contrasta con quello della Bce -- che giovedì scorso ha annunciato un massiccio programma di stimolo -- e con quello della Federal Reserve, che solo ieri ha tagliato i tassi di interesse di un quarto di punto percentuale. La banca centrale Usa non ha segnalato in modo chiaro l'intenzione di ridurre ancora i tassi nel breve periodo: il board non ha trovato l’unanimità. L’economia Usa in effetti sta fornendo prove di essere comunque in ripresa: oggi per esempio l’indice di fiducia dell’attività manifatturiera (Philly) è risultato migliore delle attese.

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