Caffé Espresso

Una tazzina di notizie finanziarie

9 novembre 2018 – Parziale divergenza tra previsioni macro della Commissione europea e le parole di Draghi: in attesa del bollettino Bce.

La Commissione europea ritiene che la crescita del Pil della zona euro rallenterà nei prossimi anni, complici i rischi provenienti dalla politiche commerciali degli Stati Uniti, dall'incertezza dei termini della Brexit e l'aumento della spesa dei Paesi ad alto debito, come l'Italia. Nel dettaglio, la Commissione Ue prevede che quest'anno la crescita rallenterà a 2,1% da 2,4% nel 2017. La frenata proseguirà l'anno prossimo quando, secondo l'esecutivo Ue, l'espansione si attesterà a 1,9% (contro 2% della stima di maggio) e ulteriormente nel 2020, a 1,7%. I dubbi sulla qualità e la sostenibilità delle conti pubblici nei Paesi membri altamente indebitati potrebbero contagiare il settore bancario nazionale, sollevando timori sulla stabilità finanziaria e pesando sulla stabilità economica, si legge nel rapporto presentato oggi. Per l’Italia la Commissione europea prevede che il deficit aumenti gradualmente, dall’1,9% nel 2018, al 2,9% nel 2019, al 3,1% del Pil nel 2020 (1,8, 2,4 e 2,1% le stime del governo Conte). La crescita è prevista all’1,2% nel 2019 e all’1,3% nel 2020 – rispetto alle stime del ministero dell'Economia che punta rispettivamente all’1,5 e all’1,6 per cento. Da un punto di vista politico, la batteria di dati pubblicata oggi rafforza la mano dell'esecutivo comunitario nel suo braccio di ferro con Roma, tanto più che il deficit strutturale, al netto del ciclo economico, è previsto quasi raddoppiare tra il 2018 e il 2019, dall’1,8 al 3,0% del Pil. La reazione non si è fatta attendere con i rendimenti Btp che salgono di oltre 10 centesimi (decennali al 3,42%) e lo spread che si allarga 296 bps da 286 di ieri. L’allargarsi dello spread è tutta da imputarsi al rialzo dei Btp con il Bund sostanzialmente stabile che risente poco del rialzo dei tassi Usa post esito voto di mid term. Lieve increspatura per i tassi Irs con il 10 anni al’1%.

Resta in primo piano il difficile dialogo tra Roma e Bruxelles sulla legge di Bilancio, che Bruxelles ha chiesto di modificare entro il 13 novembre perché difforme dalle vincoli di consolidamento dei conti pubblici.

Tria ha definito come frutto di un'analisi parziale i risultati della Commissione.

Decisamente meno pessimista il giudizio della Bce sulla crescita: ieri Draghi ha minimizzato la debolezza emersa di recente da una serie di dati macro, lasciando intendere che l'espansione della zona euro è destinata a continuare. Draghi ha inoltre sottolineato che le linee guida di politica monetaria non sono scritte nella pietra ma possono essere modificate se necessario. Questo significa nuova Tltro a dicembre? Messaggio neanche troppo velato.

Via Nazionale pubblicherà i dati mensili sui principali indicatori bancari relativi a settembre, che potrebbero offrire spunti e indicazioni sull'attività degli istituti di credito in una fase dove non mancano i motivi d'incertezza.

Federal Reserve ha confermato a 2-2,25% il riferimento per il costo del denaro e rimane orientata a guidare gradualmente i tassi d'interesse verso l'alto, procedendo ad una nuova stretta a dicembre, alla luce di un'economia in buona salute, la cui unica ombra è rappresentata da un rallentamento della crescita degli investimenti.

Dollaro in rialzo nei confronti dell'euro, sostenuto dall'esito del comitato di politica monetaria di Federal Reserve, che appare orientato ad una nuova stretta del costo del denaro a dicembre.

Chiusura negativa per l'obbligazionario Usa, appesantito dal verdetto di politica monetaria di Federal Reserve, che ha confermato l'orientamento a procedere con un graduale aumento del costo del denaro. Particolarmente colpita la parte breve della curva, dove i rendimenti a due anni si sono spinti ai massimi da oltre un decennio, fino a 2,977%. Il rendimento del decennale benchmark ha archiviato la seduta a 3,239% da 3,213% della precedente chiusura.

DATI MACROECONOMICI

GRAN BRETAGNA

Stima Pil trim3.

USA

Prezzi produzione ottobre.

Stima fiducia consumatori Università Michigan novembre

BANCHE CENTRALI

ITALIA

Banca d'Italia pubblica dati su depositi, impieghi, sofferenze, titoli di Stato italiani detenuti da banche operanti in Italia a fine settembre.

► continua

7 novembre 2018 – Cosa aspettarsi dopo le mid term …

► continua

6 novembre 2018 – In attesa delle elezioni di mid term …

► continua

5 novembre 2018 – L’Eurogruppo è l’inizio del dialogo tra Italia ed Ue?

► continua

31 ottobre 2019 – Borse positive, spread in calo …

► continua

30 ottobre 2018 – Oggi Pil eurozona, Italia e Francia e inflazione tedesca.

► continua

29 ottobre 2018 – Ottima reazione dei mercati al giudizio di S&P …

► continua

26 ottobre 2018 – Giornata negativa per le borse, Btp e spread poco mossi in attesa di S&P …

► continua

24 ottobre 2018 – Indici Pmi, bocciatura della manovra e venerdì S&P …

► continua

23 ottobre 2018 – Settimana calda per i Btp.