CAFFE’ ESPRESSO

18 marzo 2020 - Dal maggior indebitamento dei governi una spinta al rialzo dei tassi.

Gli interventi di governi e banche centrali hanno permesso alla borsa Usa di chiudere con un +5% ma oggi quelle asiatiche e chiudono negative e quelle europee perdono circa l’1%. La volatilità resta altissima: un primo passo importante è che si riescano a stabilizzare i mercati con qualche seduta meno altalenante.

Per quanto riguarda i tassi, continuano a muoversi al rialzo e sta cambiando lo scenario: l’aumento del debito dei governi dovrebbe sostenere questa tendenza. Uno dei fattori dei tassi bassi era quello della scarsità di titoli specie ad alto rating: questo fattore dovrebbe essere rimosso.

Prosegue intanto la corsa anche degli altri governi a varare misure a sostegno dell'economia colpita duramente dalla pandemia. Mentre negli Usa Trump sta cercando di varare un piano di sostegno da 1.000 miliardi di dollari, in Giappone il premier Abe creerà un gruppo di ministri che assieme al governatore della BoJ avrà il compito di delineare un pacchetto di aiuti per l'economia nipponica.

In questa direzione si muovono, o si sono già mosse, le banche centrali mondiali. Cancellata la due giorni del Fomc, che si sarebbe dovuta concludere in serata, la Fed ieri è tornata a intervenire sui mercati dopo il nuovo taglio di emergenza di 100 punti base dei tassi di domenica. L'istituto centrale Usa ha rispolverato il 'Commercial Paper Funding Facility', strumento utilizzato per la prima volta nella crisi finanziaria del 2008, per acquistare obbligazioni a breve direttamente dalle società. Cancellata anche la riunione di politica monetaria della BoJ -- in programma oggi e domani -- dopo che l'istituto centrale nipponico nei giorni scorsi ha deciso di allentare ancora la propria politica potenziando, tra l'altro, gli acquisti di Etf. Intanto la stessa Bank of Japan ieri ha concretizzato la più massiccia iniezione di fondi in dollari dal 2008 mentre nella notte il governatore Kuroda ha detto che la banca è pronta ad allentare ulteriormente "senza esitazione" la propria politica se necessario.

I provvedimenti di governi e banche centrali sono riusciti solo in parte però a sostenere i mercati globali. Quella di ieri è stata una nuova seduta fortemente negativa per l'obbligazionario italiano con il mercato che, nonostante i massicci acquisti Bce visti anche ieri, è rimasto zavorrato dalla crescente incertezza sulla vastità dell'impatto sull'economia dell'epidemia. Balzato fino a 288 punti base lo spread e fino a 2,46% il tasso del decennale, in ambo i casi al nuovo massimo da inizio giugno. Riferimenti per l'apertura odierna i 282 punti per il premio di rendimento Italia-Germania sul tratto decennale e il 2,39% del tasso del decennale di riferimento. Consob ha imposto un divieto di vendite allo scoperto per tre mesi sull'intero listino. Nella stessa direzione si sono mosse anche la Francia, la Spagna e il Belgio mentre la Federation of European Securities Exchanges (Fese) ha detto che la chiusura delle borse a causa dell'epidemia di coronavirus non cambierebbe la causa alla base della volatilità del mercato e potrebbe innescare situazioni di default.

Fallisce il tentativo di recupero dei prezzi del petrolio che ha toccato il nuovo minimo di quattro anni sulla scia dei timori per l'impatto del coronavirus sull'economia.

Governativi Usa in netto calo negli scambi asiatici dopo gli interventi messi in campo dalla Fed. Il decennale di riferimento cede 12/32 con un tasso di 1,038%.

DATI MACROECONOMICI

ZONA EURO

Prezzi al consumo finali febbraio

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