Copertura Rischio Tassi

STRATEGIE E COSTI DELLA COPERTURA DAL RISCHIO TASSI

Il rischio tassi di interesse a carico dell’impresa è costituito dal possibile aumento degli oneri finanziari derivanti da un rialzo dei tassi di interesse. In altri termini, se all’accensione del finanziamento, i tassi di interesse oscillano, ad esempio, a cavallo del 3,5%, l’azienda ha messo a budget un certo importo di oneri finanziari per ogni esercizio di competenza. Se negli anni successivi i tassi di mercato sono saliti, gli oneri finanziari peseranno sui rispettivi bilanci d’esercizi più di quanto preventivato a budget.

Quando si accende un finanziamento, si tende a scegliere il tasso variabile, in quanto è l’ipotesi psicologicamente più diretta: in pratica l’impresa sta a mercato (cioè seguirà l’andamento dei tassi di mercato), e ragiona solo sullo spread, cioè sul ricarico che le chiede l’intermediario. Tale scelta permette di seguire l’eventuale ribasso dei tassi di mercato, trovandosi minori costi futuri non preventivati, ma espone al rischio di dover subire passivamente maggiori costi finanziari.

Viceversa scegliendo un finanziamento a tasso fisso, l’azienda mette a budget un costo certo, che (tradotto in termini molto semplici) non potrà ridursi né aumentare. Ciò consente all’aziende di disporre di dati più sicuri in termini di programmazione finanziaria del business cui è agganciato il finanziamento in questione. Tuttavia, passando completamente al tasso fisso si annullano i benefici economici che il tasso variabile comporterebbe in caso di mancato rialzo dei tassi oltre i livelli impliciti incorporati nelle quotazioni IRS.

Più in generale, la valutazione tra fisso e variabile o di procedere alla copertura dal rischio tassi deve di massima essere valutata in relazione ad uno specifico finanziamento, avendo comunque come riferimento l’intera massa debitoria dell’impresa: esistono quindi coperture dal rischio tassi cosiddette “baciate” o “parallele” ed altre riferite allo stock di debito. Nel primo caso la copertura rischio tassi fa riferimento ad un finanziamento ben definito (con eventuale piano di ammortamento), nel secondo caso, invece, l’azienda si copre dall’aumento degli oneri finanziari riferito al complessivo stock del debito.

La definizione del mix di protezione dal rischio tassi (importo e durata), può dipendere anche dalle politiche di bilancio (ad esempio favorire il conto economico dell’esercizio in corrente), dal settore in cui opera l’azienda (eventuale correlazione tra andamento dei tassi di interesse e sviluppo del business) e al tipo di investimento a cui l’investimento si riferisce(eventuale necessità di avere flussi passivi certi).

Nella scelta della strategia di copertura e quindi quando concretamente si valutano coperture sul rischio tassi, sarebbe opportuno pianificarle relativamente ad un importo nominale riferito (o riferito in gran parte) ad un corrispondente “stock di debito” a medio-lungo contrattualizzato (cioè costituito da finanziamenti e leasing indicizzati all’Euribor), perché è certo il relativo spread pagato rispetto all’Euribor stesso. In tal caso l’effetto copertura del rischio tassi mediante Interest Rate Swap può considerarsi pienamente coerente con l’operazione.

Meglio se nell’ambito dello stock di debito vado ad individuare specifiche operazioni di finanziamento o leasing da coprire con IRS “ad ammortamento cosiddetto parallelo o baciato”.

L’approccio descritto vale sia per quanto riguarda finanziamenti e leasing già in essere sia quelli di nuova accensione. Per questi ultimi, se si è orientati al fisso, conviene confrontare la quotazione della Banca/Istituto direttamente a tasso fisso con la quotazione ottenibile tramite il finanziamento a tasso variabile e la copertura IRS parallela. In questo caso l’utilizzo di un derivato può rappresentare una oggettiva e reale opportunità.

Nella sezione del nostro sito dedicata alla Copertura rischio tassi si riportano le quotazioni indicative odierne delle coperture rischio tassi tramite IRS e Interest Rate CAP. La tabella, formulata su diverse ipotesi di capitale nozionale, riporta le quotazioni indicative “best price” di mercato con evidenziazione di diverse ipotesi di “credit spread” praticate dalla banca intermediaria. Quotazioni personalizzate su specifici piani di ammortamento sono ottenibili su richiesta.

Tramite tali tabelle relative ai costi di copertura dal rischio tassi è possibile conoscere il “prezzo all’ingrosso” della copertura, cioè quanto costa alla banca e capire il relativo margine di ricarico della stessa. Questa consapevolezza permette spesso di ottenere concreti vantaggi in fase di negoziazione della copertura rischio tassi. Dalle tabelle infine si ottiene la risposta a questa domanda: è meglio finanziarsi a tasso fisso o a tasso variabile e contestualmente procedere ad una copertura dal rischio tassi (tramite Irs o Cap)? Avere a disposizione questa risposta è un autentico e concreto valore aggiunto che permette di ottimizzare le proprie strategie di copertura dal rischio tassi.

Aritma I.F. Srl, grazie alla sua ultraventennale esperienza, propone un innovativo servizio opzionale di consulenza operativa personalizzata per ottimizzare l’utilizzo e la  gestione degli strumenti derivati per la copertura del rischio tassi di interesse.

Obiettivi:

  • Scelta ottimale dello strumento, con specifico riferimento al debito sottostante:  simulazione preliminare delle diverse alternative possibili.

  • Quantificazione dei costi/benefici attuali e prospettici, sulla base dei tassi impliciti (attese del mercato) e sulla base di scenari previsionali alternativi.

  • Valutazione comparata di strumenti alternativi, con quantificazione dei relativi effetti, come da punto precedente.

  • Controllo del “pricing”: attraverso il confronto tra operazione proposta e rilevazione del “best price” di mercato, siamo in grado di stimare il margine di guadagno applicato dalla Banca, con riferimento a tutte le possibili strutture.

Attività proposte:

  • Analisi del rischio tassi riferito alla situazione debitoria complessiva  e identificazione delle operazioni di finanziamento oggetto di possibile copertura.

  • Analisi di convenienza tra strumenti alternativi  e assistenza nella scelta dello strumento più adeguato. Elaborazione matematiche, con simulazioni comparate (confronto strumenti e valutazione differenti scenari).

  • Valutazione del pricing e assistenza nella trattativa.

  • Analisi della documentazione contrattuale (in eventuale collaborazione con gli assistenti legali dell’azienda).

  • Monitoraggio periodico delle operazioni e assistenza nella valutazione di operazioni di ristrutturazione di derivati già in essere proposte dalle Banche.

Le attività effettivamente realizzate dipenderanno ovviamente dalle specifiche esigenze e richieste del cliente.

Strumenti analizzati:

Tutti i principali strumenti disponibili per la copertura del rischio tassi di interesse, ovvero:

  • Interest rate swap

  • Cap & Floor

  • Collar

  • Fra e Future Euribor 3 mesi

Valutiamo il pricing secondo tutte le possibili strutture; con o senza piani di ammortamento; con decorrenza immediata o differita; con differenti basi di parametro (es. Euribor 3 mesi, piuttosto che 6 mesi), oppure diverse modalità/periodicità di liquidazione dei differenziali (mensile, trimestrale, semestrale,ecc).

Per ogni struttura, indichiamo il “best price” indicativo di mercato e siamo quindi in grado di stimare il margine di guadagno della banca.

Vantaggi per il cliente:

  • Poter disporre di un interlocutore qualificato e indipendente; “guadagnamo sulla consulenza” e non siamo interessati al fatto che l’azienda effettui o meno l’operazione, quale tipo di operazione concluda o con chi la perfezioni.

  • Assumere decisioni su operazioni di natura aleatoria, sulla base di valutazioni numeriche oggettive.

  • Controllare il “pricing” sulle stesse basi e con gli stessi strumenti della controparte, stimare quindi il margine di guadagno della Banca, ottimizzare la negoziazione e minimizzare i costi.

Modalità di intervento, costi:

Da personalizzare in funzione delle caratteristiche, dell’entità e della frequenza delle operazioni prese in esame. Su richiesta dialoghiamo direttamente con la Banca, lasciando ovviamente sempre all’azienda la decisione di intervento.

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